Strage di Erba, lo psicologo della difesa di Olindo e Rosa: "Confessioni estorte a due persone fragili. Lui credulone, lei disabile"

Il consulente Sartori ha esami nato il profilo dei coniugi condannati. "Si sono autoaccusati di ciò che non hanno fatto sulla base d’input esterni"

Olindo Romano e Rosa Bazzi durante un'udienza

Olindo Romano e Rosa Bazzi durante un'udienza

Milano, 11 gennaio 2024 – Quelle di Olindo Romano e Rosa Bazzi sono "false confessioni acquiescenti". È l’esito della consulenza che la difesa dei coniugi di Erba ha affidato a un collegio di quindici esperti, guidato da Giuseppe Sartori, professore ordinario di neuropsicologia e psicopatologia forense all’Università di Padova.

Approfondisci:

Sarah Scazzi, Michele Misseri presto libero. Per l’omicidio della 15enne di Avetrana restano in carcere moglie e figlia dello ‘Zio’

Sarah Scazzi, Michele Misseri presto libero. Per l’omicidio della 15enne di Avetrana restano in carcere moglie e figlia dello ‘Zio’

Professor Sartori, che percorso vi ha portato a queste conclusioni?

"Una premessa. Le confessioni dei Romano sono state ritenute valide in base a un presupposto: non c’è nessuno innocente che si autoaccusa di qualcosa che non ha fatto. Contrariamente a questo assunto, è scientificamente provato che ben il 25 per cento degli assolti in un processo di revisione aveva falsamente confessato. Abbiamo applicato i risultati di queste nuove conoscenze scientifiche nell’analisi delle confessioni di Olindo e Rosa".

Con quali riscontri?

"Gli studi sulle false confessioni hanno evidenziato una serie di indicatori che sono tutti presenti nel caso dei coniugi Romano, sia indicatori interni alla persona (per esempio disabilità intellettiva) che indicatori esterni relativi al modo in cui sono stati esaminati. Sono confessioni che hanno la parvenza di essere dettagliate, ma molte delle descrizioni non potevano essere fatte. Infatti in quella casa, al momento della strage, era buio pesto, erano le otto di sera e la luce era staccata. I Romano non potevano raccontare ciò che non potevano avere visto, ad esempio, come erano vestite le vittime. Quindi quello che raccontano non può che avere una provenienza esterna. Un altro indicatore inconfutabile di falsa confessione è il racconto dell’uccisione della vicina Valeria Cherubini".

Perché lo ritenete tanto importante?

"La Cherubini muore in casa, al piano di sopra, dopo essere scesa al piano di sotto. Gli inquirenti insistono perché i Romano confessino di essere saliti. Loro no, per una volta, l’unica, non aderiscono a quanto viene prospettato. Dicono di avere colpito la Cherubini al piano di sotto, sul ballatoio dell’appartamento di Raffaella Castagna. Ma la Cherubini non poteva essere stata colpita lì ed essere risalita perché aveva una lesione al muscolo psoas, muscolo che, se leso, avrebbe impedito la salita delle scale. Se fosse stata colpita al piano di sotto, come dicono i Romano, non sarebbe mai riuscita a raggiungere il suo appartamento, dove è stata ritrovata. Questo nuovo dato è rilevante perché dimostra come il racconto di Olindo sia falso in una parte molto importante della dinamica della strage".

Che personalità è quella dei coniugi Romano?

"Gli innocenti che hanno falsamente confessato sono stati oggetto di approfonditi studi. Sono state individuate numerose caratteristiche che hanno favorito le false confessioni e i Romano le posseggono tutte, in particolare disturbi psicopatologici, suggestionabilità e acquiescenza. Certamente Rosa ha una disabilità intellettiva. Il suo QI è pari al 50, un quoziente che impedisce di imparare a leggere e infatti non sa leggere, così come non sa riportare correttamente la sua data di nascita. Dai test ai quali lo abbiamo sottoposto, Olindo Romano è risultato un credulone incredibile. Si era convinto che poteva beneficiare di una cella matrimoniale".

I Romano sono consapevoli di raccontare il falso?

"Lo sanno e per questo le loro dichiarazioni autoaccusatorie vanno classificate come false confessioni acquiescenti. Lo provano le intercettazioni ambientali. Quando il marito le propone di ammettere, di confessare la strage, Rosa risponde: ‘Cosa c’è da confessare, non siamo stati noi’".

Se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn clicca qui