Roma, 23 maggio 2020 - Dal 3 giugno cadrà un altro divieto nella gestione della fase 2 dell'emergenza coronavirus: potremo andare liberamente in una regione diversa da quella nella quale risiediamo (ora è possibile solo per motivi di lavoro, salute o estrema urgenza). Ma questo solo in linea teorica generale perché gli spostamenti potrebbero essere limitati a seconda del livello del rischio di contagio delle singole regioni. In particolare, una delle ipotesi allo studio del governo è quella secondo la quale potrebbe non esserci alcun divieto solo tra regioni che sono allo stesso livello di rischio. 

Bollettino delle Protezione Civile, i dati di oggi 23 maggio sul Coronavirus

Fondamentale sarà il report settimanale dl monitoraggio pubblicato dall'Istituto superiore di Sanità e dal Ministero della Salute sulla base del quale - come già ha annunciato il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia - si valuterà se esistono le condizioni: "Sulla mobilità interregionale chiedo di avere ancora un pò di pazienza. Dipenderà dalle condizioni della regione. Se è una regione a basso rischio, probabilmente sarà consentito lo spostamento dal 3 giugno. Un sistema di monitoraggio ci consente di sapere se una regione è a basso, medio o alto rischio. Se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni, ma speriamo non sia così". E proprio dall'ultimo report, diffuso ieri, emerge che nella sola Valle d'Aosta, al momento, il rischio di trasmissione oscilla tra "basso" e "moderato". Per le altre regioni, Lombardia compresa (anche se "in osservazione"), il livello è lo stesso, ovvero basso. Dovesse continuare così, e dovesse essere confermato il criterio del rischio di contagio, si andrebbe verso un 'liberi tutti', ad eccezione della Valle d'Aosta. 

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Il report sul monitoraggio in Pdf

Il giallo sul numero dei decessi

Nel report però appare un numero di decessi che non combacia con quello riportato nel bollettino della Protezione civile del 21 maggio. Qui il dato relativo alle vittime è infatti pari a 32.486, mentre nel report dell'Iss è 31.096. Risultano quindi spariti dal conteggio 1.390 morti.

La prima data fondamentale

Tornando alla fine del divieto spostamenti tra regioni invece il giorno X è dunque venerdì 29 maggio, data in cui sarà redatto il report settimanale. Che sarà aggiornato di settimana in settimana: quindi le limitazioni potrebbero cambiare periodicamente. Ogni settimana infatti le Regioni dovranno comunicare una serie di dati, tra cui per esempio il numero di tamponi e altri dati relativi al sistema sanitario. Ogni venerdì tutti i dati saranno analizzati, le regioni inseriete nelle tre categorie (rischio basso, medio o alto) e il governo deciderà se la mobilità potrà essere senza limiti o se dovranno essere previste eccezioni. I governatori avranno il potere di porre limitazioni.

Che cos'è l'indice Rt

Uno dei parametri presi in considerazione è il cosiddetto indice Rt, vale a dire il numerino che indica la potenziale trasmissibilità del virus nel tempo dalla fine del lockdown. Se l'indice Rt è minore di 1 il rischio di diffusione diminuisce. Come detto, l'indice Rt è solo uno dei paramenti che concorrono alla classificazione delle Regioni in tre categorie di rischio: basso, moderato o alto. Se il rischio è alto cadrà sicuramente la possibilità di spostarsi fuori regione.

Le critiche

A proposito dell'indice Rt, il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, precisa: "Quello di Rt, che cambia su base settimanale non è un valore su cui si può basare la decisione sullo spostamento fra Regioni. Serve piuttosto per capire la capacità del sistema di controllare gli scostamenti della curva epidemica". Molto dura la presa di posizione della governatrice dell'Umbria Donatella Tesei a Radio 24: "Non sono un tecnico ma ho capito che questo meccanismo proprio non funziona. È una cosa veramente aberrante perché non ha riguardo dei numeri reali i quali invece ci dicono che noi in questo momento siamo la migliore regione italiana. Queste notizie stanno assolutamente creando danni ad una regione che invece è già ripartita e in sicurezza". Attualmente l'indice Rt dell'Umbria è sceso a 0,53, ma in precedenza aveva subito un'impennata per il passaggio da 11 a 24 contagiati. Ed era questo uno dei motivi per cui, in base al report della settimana scorsa, aveva un rischio di contagio pari a quello di Molise e Lombardia, ma soprattutto superiore a quello delle altre regioni. 

La simulazione

In base al report diffuso poco dopo le 13 di ieri sul monitoraggio della Fase 2, se prima erano tre le Regioni a rischio moderato (Lombardia, Molise e Umbria) ora resta solo la Valle d'Aosta ad avere l'indice Rt superiore a 1 (1,06). Tutte le altre hanno livello basso. Quindi - se i criteri non cambieranno nelle prossime settimane - con questi dati un abitante del Veneto potrebbe andare ovunque, anche in Lombardia (che passa a rischio basso)  e viceversa. Tutte le regioni mostrano una tendenza 'negativa' rispetto alla diffusione del Covid. Compresa la Valle d'Aosta che però mostra un rischio tra basso e moderato e potrebbe restare così 'isolata'.