Venerdì 12 Aprile 2024

Sospetta polmonite. Baby calciatore muore dopo le dimissioni dal pronto soccorso

Inutile la corsa all’ospedale, i medici dispongono l’autopsia. L’azienda sanitaria: "Seguiti correttamente i protocolli previsti". Ma è stata aperta un’indagine interna per chiarire le cause del decesso .

Sospetta polmonite. Baby calciatore muore dopo le dimissioni  dal pronto soccorso

Andrea Vincenzi aveva 12 anni

di Viviana Ponchia

TORINO

"E poi tutto quanto assume un senso che non avevamo previsto: le marachelle della Juve, il campo infangato, il rinvio della partita, la sconfitta del sabato, il ritardo alla riunione. Tutte, all’apparenza, grandi cose da affrontare e superare, ma poi...Ma poi nel cuore della notte squilla il telefono e senti la voce rotta dal pianto del tuo dg che ti sussurra: è morto...". E allora non conta più niente. Per la famiglia, la squadra che si dispera su Facebook, la gente che lo conosceva. Il piccolo portiere non c’è più. Andrea Vincenzi, baby calciatore di 12 anni negli Esordienti della Usd Gassino-San Raffaele, se ne è andato mercoledì notte dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Chivasso.

Era stato rimandato a casa dal pronto soccorso dopo una visita per una sospetta polmonite, nella tarda serata le sue condizioni si sono aggravate ed è morto dopo il trasporto d’urgenza al Regina Margherita di Torino.

L’azienda sanitaria ha aperto un’indagine interna, è stata disposta l’autopsia. A Castiglione torinese, dove abitava il ragazzino, sono tutti increduli e sconvolti. La società pubblica su internet un post listato a lutto. Gianluigi De Martino, il responsabile della scuola calcio, cerca le parole giuste: "Il brivido raggiunge il cuore e lo spacca quando il nome è quello di un bambino. Un bambino che giocava fino a qualche attimo prima a difesa di una porta che amava tanto quanto quel pallone che ci legava nella passione condivisa: lui con il sogno di diventare calciatore, io con la speranza di riuscire a fargli realizzare quel sogno". Andrea. "Il pensiero va a quel sorriso timido ma sempre acceso sul suo viso. E corre alla mamma Valeria Bertana e al papà Roberto, al dolore immenso che in questo momento devono provare. Tanto enorme e rumoroso da rendere silenzioso il resto del mondo".

Scrive la direzione sanitaria dell’ospedale di Chivasso: "L’Azienda esprime grande vicinanza alla famiglia e informa che ha immediatamente attivato le dovute verifiche interne, che prevedono qualche giorno di valutazione. Da una prima analisi risulta che siano stati effettuati gli accertamenti necessari e siano stati correttamente seguiti i protocolli previsti". Morire a 12 anni. Per cause incerte. Andrea aveva iniziato a non sentirsi bene, c’era il sospetto di una polmonite e mercoledì i genitori lo hanno portato al pronto soccorso, da cui è stato dimesso. Nella tarda serata ha iniziato ad avere sintomi sempre più gravi, le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate fino all’arresto cardiaco. Per più di un’ora i medici del Regina Margherita hanno cercato di fare ripartire il cuore del ragazzo, che ha smesso di battere poco prima di mezzanotte.

"A 12 anni Andrea doveva ancora correre sul prato del suo Gassino San Raffaele insieme ai suoi compagni di squadra – scrive ancora l’allenatore - Li stringerò uno ad uno perché so cosa voglia dire perdere un compagno di gioco e, soprattutto, un amico. Ora è il momento delle lacrime. Ora è il momento del dolore. Andrea, continuerai a giocare con noi, tutti i giorni. È una promessa".