Venerdì 21 Giugno 2024
GABRIELE
Cronaca

Sinner è il numero uno al mondo. Primo tennista italiano di sempre: "Ma resterò un ragazzo normale"

Il 22enne in vetta grazie al ritiro di Djokovic dal Roland Garros. Lui si commuove: mi dispiace per Nole. Dal ’no’ a Sanremo ("devo allenarmi") al pensiero per i genitori dopo lo Slam: anatomia di un fenomeno.

Sinner è il numero uno al mondo. Primo tennista italiano di sempre: "Ma resterò un ragazzo normale"

Sinner è il numero uno al mondo. Primo tennista italiano di sempre: "Ma resterò un ragazzo normale"

Tassi

È arrivato in cima con lo stesso pudore con cui ha fatto il viaggio verso il Paradiso dei tennisti, evitando ogni eccesso, restando umano dentro un corpo da giovanissimo numero uno al mondo. In campo domatore algido d’emozioni, per un attimo gli occhi di Jannik Sinner si fanno lucidi quando gli annunciano che, dopo il ritiro di Djokovic dal Roland Garros, dalla prossima settimana sarà in vetta alla classifica mondiale. Solo un istante, poi il pensiero va al serbo 24 volte campione Slam, uscito da una gara maratona col ginocchio malandato: "Vederlo lasciare così il torneo è un dispiacere". Dalla bocca della verità di un 22enne mai cambiato, ieri (dopo la vittoria su Dimitrov per 6-2, 6-4, 7-6 che lo ha portato in semifinale a Parigi) sono uscite solo parole oneste. Educate.

Sì, perché nella favolosa cavalcata che lo ha portato in cima al mondo è rimasto quel giovanotto un poco timido con una spiccata dedizione per lavoro e sacrificio che si incordava da solo le racchette nella cameretta "per risparmiare". A gennaio, raggiunto il primo Slam, aveva subito pensato ai genitori: "Auguro a tutti i bimbi la libertà che ho avuto io grazie a loro". Umanità e dolcezza nascoste sotto la scorza del campione. Basta riavvolgere il nastro allo scorso novembre, quando dopo aver riportato in patria una Coppa Davis che mancava da 47 anni, aveva dedicato la vittoria di squadra a Tathiana Garbin, capitana dell’Italia femminile che di lì a poco avrebbe subìto un intervento per un tumore. "Speriamo che questa vittoria le dia forza, saremo tutti con lei. Qui si parla di vincere la Davis, di fare la Storia. Ma quello che conta nella vita è tutt’altro quindi dobbiamo sentirci molto fortunati di essere qui". Abbottonatissimo sull’amore, l’ultimo flirt con la collega Kalinskaya l’hanno scovato i paparazzi, poi lui ha confermato: "Sì, io e Anna stiamo insieme, ma non dirò altro". E a Parigi, mentre lei posta foto con la dicitura "la città dell’amore", lui le dice che è una parte importante della sua vita.

Criticato per aver saltato un paio di volte gli appuntamenti con l’Italia ha risposto a suon di risultati, evitando le luci della ribalta che gli spettavano. Sì, l’invito a Sanremo, declinato – dopo l’incontro con la premier Meloni – con l’ennesimo mix di classe e semplicità: "Farò il tifo da casa, mi devo allenare". Lavoro, candore ed entusiasmo sono i segreti che hanno portato al coronamento di 12 mesi di emozioni. "Sono un ragazzo normale e lo resterò: il successo non mi cambierà", ha ribadito ieri. Solo un anno fa Sinner lasciava Parigi dopo un anonimo secondo turno. Oggi è numero uno del mondo prima ancora che il torneo finisca. Nessuno come lui in Italia, nemmeno Panatta e Pietrangeli c’erano riusciti. A 22 anni si può sedere nell’Olimpo del tennis con Federer, Nadal, Agassi e quel Djokovic scavalcato dopo un dominio incontrastato. Di sicuro, Sinner ha fatto riscoprire l’amore per il tennis a una nazione intera grazie alla sua faccia pulita. "L’Italia se lo merita, ora giocano in molti di più a tennis", ha esultato Jannik. Quella faccia che non cambia nemmeno ora che è il numero uno.