Scalea (Cosenza), 12 dicembre 2019 - Timbrava il cartellino e poi andava via a fare altro. E' accusato di assenteismo il sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, arrestato oggi e finito ai domiciliari dalla Guardia di finanza. Impiegato dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, al primo cittadino viene contestato il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsa attestazione della presenza in servizio. Sospesi dal servizio altri tre dipendenti dell'Asp, ritenuti suoi complici. 

Secondo l'inchiesta, denominata 'Ghost Work', Licursi avrebbe totalizzato oltre 650 ore di assenze ingiustificate dal posto di lavoro. "Una volta timbrato il cartellino, lasciava l'ufficio e si dedicava allo svolgimento di attività di natura personale", scrive la Procura di Paola, che ha coordinato le indagini. Spesso, poi, "attestava falsamente di essersi recato in missione per conto dell'ufficio, occupandosi, anche in questo caso, di questioni non attinenti al servizio". Il tutto grazie "alla complicità dei suoi colleghi". A smascherare l'inganno però ci hanno pensato le immagini di telecamere installate all'interno degli uffici, l'analisi dei tabulati telefonici e il monitoraggio con sistema GPS degli spostamenti del sindaco, da cui è emersa la discrepanza con le presenze giornaliere risultanti dalla macchina marcatempo.