Se si sgretola la barriera etica contro l’odio

Marmo antisemitismo e l’antiebraismo sono ricomparsi a Vicenza in maniera violenta e organizzata sotto le insegne dei centri sociali della sinistra...

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antisemitismo e l’antiebraismo sono ricomparsi a Vicenza in maniera violenta e organizzata sotto le insegne dei centri sociali della sinistra estrema. È un pessimo segno, tanto più grave simbolicamente perché arriva a una settimana dal Giorno della Memoria in ricordo delle vittime della Shoah. Ma è ugualmente un segno nefasto anche concretamente perché segue centinaia di altri episodi analoghi, spesso provenienti con uguale frequenza anche da forze di estrema destra, andati in scena nel nostro Paese e nel cuore dell’Europa.

Un cuore, quello del Vecchio Continente, non innocente e che il passare del tempo non potrà mai assolvere dalle sue indicibili colpe per le terribili tragedie del secolo scorso. Una premessa che ha fatto da barriera etica e politica per decenni, soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, rispetto a improvvidi tentativi negazionisti o a atti di antisemitismo di massa. Mentre solo dal 7 ottobre scorso alla fine dell’anno, come ha ricordato in Parlamento il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si sono registrati soltanto in Italia oltre 135 episodi antiebraici: pietre d’inciampo divelte, scritte sui muri dei palazzi, con tanto di svastiche, striscioni inneggianti ad Hamas, propaganda social anti-Israele a tutto post. E lo stesso è accaduto negli altri Paesi europei.

Dunque, le ragioni di allarme sul progressivo e drammatico sgretolamento di quella barriera ci sono tutte: è come se gli anticorpi del vaccino contro l’antisemitismo si fossero ridotti e a tratti annullati nel profondo delle nostre società, come se fosse venuta meno anche quella capacità di distinzione critica tra la politica del governo israeliano (con tutte le polemiche possibili che si possono fare rispetto a un premier contestato innanzitutto dagli ebrei, come è Benjamin Netanyahu) e la insopprimibile esigenza del diritto di esistere di Israele e del diritto a non avere paura nel mondo del popolo ebraico.