Venerdì 19 Luglio 2024

Scudo Usa per Kiev "È un avviso a Mosca Patriot letali per i razzi, ma non vedono i droni"

Il docente di Storia militare: "Sistema anti-missile molto efficace. La Casa Bianca ha deciso di concederlo agli alleati ucraini. dopo aver tentato invano un’apertura diplomatica nei confronti dei russi"

di Antonio

Del Prete

Bisogna saper leggere tra le righe per comprendere l’evoluzione di una guerra sospesa. Un baratro tra l’idea novecentesca della carne da cannone e il ricorso alle nuove macchine assassine. "Il conflitto ucraino sarà studiato a lungo", sostiene Gastone Breccia, docente di storia militare all’Università di Pavia. Uno che degli arsenali bellici conosce ragioni e torti. Ma soprattutto è in grado di spiegarne il senso politico.

Professor Breccia, dall’incontro tra Biden e Zelensky riemerge con forza il tema delle armi. Siamo a una svolta?

"Sì, perché i Patriot hanno un grosso valore simbolico. Si tratta di un’arma di grande efficacia, che fino a oggi non era stata concessa dagli americani a Kiev. Non a caso la reazione russa alla notizia è stata violenta. Ma dal punto di vista militare non cambieranno le sorti del conflitto. Entra in campo un nuovo strumento difensivo anti-missile e anti-aereo che può migliorare di molto la vita della popolazione ucraina".

Come funziona?

"Ogni unità è formata da un centro di comando, un radar e un centro di lancio. Il radar ’acquisisce’ bersagli in un raggio di 100 chilometri. Una volta messo a fuoco l’obiettivo, un razzo o un aereo in arrivo, parte il missile per abbatterlo. Ogni sistema è in grado di proteggere un raggio di 50 chilometri. Ma non dai droni suicidi iraniani".

Perché?

"Perché sono molto lenti, volano bassi. I Patriot non sono concepiti per colpirli. Inoltre, bisogna considerare l’aspetto economico: utilizzare un Patriot, che costa 2 milioni di dollari, per abbattere un drone da 20mila dollari sarebbe un’assurdità. E le guerre si vincono con i soldi".

Come si fronteggiano i droni suicidi?

"Con armi più semplici come cannoni antiaerei a tiro rapido, per esempio".

Putin risponde schierando i missili ipersonici Zircon e Sarmat. Sono in grado di perforare lo scudo dei Patriot?

"Probabilmente no. Le prestazioni dei Patriot di ultima generazione sono top secret, ma è ipotizzabile che su dieci missili russi, solo uno o due riescano a bucare lo scudo".

Alcuni sostengono che gli Stati Uniti avrebbero dovuto concedere prima i Patriot a Kiev. Come mai non lo hanno fatto?

"Stanno agendo con molta cautela: hanno sì l’obiettivo di difendere l’Ucraina, ma anche quello di evitare uno scontro diretto tra Nato e Russia".

Ora però accettano le richieste di Zelensky.

"Sono rimasti delusi dall’atteggiamento russo. Nelle scorse settimane, infatti, ci sono state aperture diplomatiche della Casa Bianca a cui Mosca non ha risposto in modo costruttivo. Con i nuovi aiuti Washington manda un messaggio chiaro: aiuterà Kiev fino alla fine".

Su queste basi che tipo di conflitto si profila nei prossimi mesi?

"È in atto una guerra di attrito che si prolungherà. Nessuno dei contendenti ha la forza di ottenere una vittoria chiara sul campo".

Gli Stati Uniti continuano a negare agli ucraini i missili a lungo raggio. È una linea rossa che può essere varcata?

"Credo di no. Non concedere armi in grado di varcare il confine russo significa dire al mondo: non siamo responsabili di un’eventuale escalation".

Dall’altra parte, la Cina potrebbe fornire sostegno militare all’alleato russo?

"Tendo ad escluderlo, l’aiuto cinese è soprattutto economico. E la Cina inizia a essere stanca di un conflitto che rallenta la circolazione delle merci".

Questo conflitto le ricorda una guerra del passato?

"Per certi versi la Seconda Guerra mondiale. Dopo decenni l’artiglieria e i corazzati sono tornati ad avere un ruolo fondamentale. Ma ci sono anche elementi nuovi: l’uso dei droni e la riduzione delle forze impegnate. Laddove negli anni ‘40 si fronteggiavano milioni di uomini oggi combattono in duecentomila contro duecentomila".