Agata Scuto, condannato all’ergastolo dopo 12 anni Rosario Palermo: “Ha ucciso la 22enne perché era incinta”. Il corpo mai ritrovato

La ragazza è scomparsa da Acireale il 4 giugno 2012. L’uomo, 63 anni, all’epoca era il compagno della madre

Catania, 16 gennaio 2024 - Per Agata Scuto, scomparsa a 22 anni da Acireale il 4 giugno 2012, è stato condannato all’ergastolo Rosario Palermo, 63 anni, unico indagato, all’epoca compagno della madre della ragazza.

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Secondo l’accusa il delitto sarebbe stato commesso per evitare che si scoprisse che la giovane – con disabilità cognitive e fisiche - era rimasta incinta dalla loro relazione segreta. Assolta invece l’ex convivente dell’uomo che era accusata di favoreggiamento personale nei confronti dell’imputato.

Agata Scuto è scomparsa il 4 giugno 2012 da Acireale. Condannato all'ergastolo in primo grado Rosario Palermo, all'epoca compagno della madre
Agata Scuto è scomparsa il 4 giugno 2012 da Acireale. Condannato all'ergastolo in primo grado Rosario Palermo, all'epoca compagno della madre

Secondo l’accusa, Napoli, arrestato il 17 gennaio del 2022, avrebbe ucciso Agata Scuto strangolandola e poi appiccando il fuoco al cadavere, in un casolare delle campagne di Pachino, nel Siracusano. Il corpo della giovane donna, malgrado le ricerche dei carabinieri che indagano sul caso, non è stato mai trovato.

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La segnalazione a Chi l’ha visto?

L’input alle indagini sul ‘cold case’ è arrivato, nel 2020, da una segnalazione anonima alla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ su Raitre sulla presenza del corpo della giovane nascosto nella cantina della casa della madre. Una tesi risultata falsa, dopo accertamenti avviati subito dai militari dell’Arma che hanno ispezionato locali e scavato nei terreni esterni.

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Agata Scuto, che viveva da fantasma

Le attenzioni degli investigatori si sono concentrate su Rosario Palermo spiegò la Procura di Catania, “in ragione del rapporto particolare che egli aveva instaurato nell’ultimo periodo con la ragazza, la quale non usciva mai di casa da sola, né intratteneva rapporti con altre persone”, per “le falsità delle notizie fornite agli inquirenti” sui “suoi spostamenti il giorno della scomparsa di Agata”.

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L’uomo, sostiene l’accusa, “non si era recato né a raccogliere lumache nella piana di Catania né a raccogliere origano sull’Etna, come dallo stesso sostenuto negli interrogatori”. Ma non solo, avrebbe cercato di farsi fornire un falso alibi da un testimone, che lo ha contraddetto sulla tempistica, collocando la gita sull’Etna nel 2014 e non nel 2012. Avrebbe anche nascosto una sbarra di ferro per spiegare la ferita che aveva alla gamba il giorno della scomparsa di Agata Scuto.

L’indagato è stato anche accusato anche di avere “cercato di inquinare le prove” dicendo di avere visto la giovane il pomeriggio della scomparsa e alcuni giorni dopo ad Acireale assieme a una persona e che aveva detto di “volere essere lasciata in pace". Per questo la famiglia aveva poi ritirato la denuncia.