Venerdì 24 Maggio 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Cronaca

Scene da guerra fredda Scambio di prigionieri tra Russia e Stati Uniti Libera la cestista Griner

Operazione allo scalo di Abu Dhabi. Biden: "Brittney è stata all’inferno". L’americana era stata condannata a 9 anni per droga a Mosca. Rilasciato anche il famigerato trafficante di armi russo, Viktor Bout

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di Alessandro Farruggia

È stato uno scambio degno della guerra fredda, come le spie a Vienna o a Berlino. Brittney Griner, fortissima cestista americana arrestata il 17 febbraio dalla polizia russa all’aereoporto di Sheremetyevo per presunto possesso di droga e condannata a 9 anni di lavori forzati , è stata scambiata con il famigerato Viktor Bout, probabilmente il più noto trafficante d’armi, che era detenuto in America dal 2010, condannato a 25 anni dopo essere stato catturato in Thailandia da agenti della Dea che si erano finti guerriglieri delle Farc colombiane. Bout merita il soprannome di Mercante di morte. Formalmente ufficiale dell’aeronautica russa, ex agente del Gru (il servizio segreto militare) in Angola all’inzio degli anni ’90, dopo il crollo del’Unione sovietica creò negli Emirati un traffico di armi, che recapitava a destinazione con una flotta di una cinquantina di aerei cargo.

Ha venduto armi a tutti. Ai talebani e ai loro nemici dell’Alleanza del nord, ai ribelli hutu in Ruanda, a ribelli e governo il Liberia e Sierra Leone, in Somalia, Colombia, Algeria, rifornendo gruppi terroristici come al Qaeda e Shabab ma anche al governo iracheno filomericano in Iraq dal 2003 al 2007. In questi mesi russi e americani hanno tenuto aperti un canale per gli ostaggi. Il 27 aprile erano stati scambiati Trevor Reed, studente texano ed ex marine e il pilota russo Konstantin Yaroshenko, condannato per traffico di cocaina.

Le trattative per la liberazione della Grainer e dell’ex marine Paul Whelan erano in corso da tempo, a Dubai, sotto i buoni uffici di sauditi e emiratini. I russi hanno chiarito che lo scambio sarebbe stato uno a uno e hanno proposto Bout, e gli americani non sono riusciti ad andare oltre. La svolta c’è stata il 18 novembre. "È un giorno che abbiamo atteso a lungo – ha detto il presidente Joe Biden – . Siamo orgogliosi che siamo riusciti a riunire una famiglia. Non abbiamo dimentidacato Paul Wheelan, altro ostaggio in Russia, non è stata fatta una scelta su chi portare a casa; per ragioni non spiegabili la Russia tratta il caso Wheelan in modo diverso. Non demordiamo". Gli americani hanno un altro detenuto in Russia, si chiama Marc Fogel ed è un insegnante di storia alla Ango American school di Mosca.

Il Fsb russo ha diffuso ai media del suo Paese il video della liberaione dell’atleta americana e dello scambio dei prigionieri e poi del ritorno in aereo di Bout. "Ti abbiamo atteso per così tanto tempo, quando hai capito che saresti stato rilasciato?" dice in volo quello che è presumibilmente un agente russo a Bout. "Quando è stato messo sul tavolo il nome Griner. Ho capito che era fatta". Poi alla sosta per il rifornimento, chiama la madre e la moglie e dice loro: "Tutto a posto, ti chiamo dopo e ti racconto tutto". Putroppo l’Fsb si guederà bene dal diffondere quel video.