Roscigno Vecchia, è morto l’ultimo abitante rimasto nell’antico borgo

Giuseppe Spagnuolo era il solo a vivere nel piccolo paese del Cilento, ribattezzato la Pompei del Novecento. “Ha vissuto come ha voluto, potuto e creduto”, scrive la figlia Marilena

Giuseppe Spagnuolo, foto di Gaspare Fattoruso

Giuseppe Spagnuolo, foto di Gaspare Fattoruso

Roscigno, 20 gennaio 2024 – Roscigno, paese del Cilento in provincia di Salerno, piange Giuseppe Spagnuolo, l’unico abitante di Roscigno Vecchia, l’antico borgo ribattezzato la Pompei del Novecento, deceduto all’età di 76 anni nell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno dove da alcuni giorni era ricoverato a seguito di una emorragia. Lascia la moglie e quattro figli.

La notizia della scomparsa di Giuseppe Spagnuolo, personaggio conosciuto per la sua grande originalità che lo aveva portato a restare da solo nel borgo abbandonato, si è rapidamente diffusa attraverso i social suscitando numerosi commenti da parte di coloro i quali negli anni avevano visitato Roscigno Vecchia, il suo regno.

“È stato davvero libero e speciale, ha vissuto come ha voluto, potuto e creduto - scrive la figlia Marilena - Così solitario e abusivo nella sua esistenza ma sempre disponibile a regalare una foto e un sorriso ai bambini e agli estranei. Estraneo gli era il mondo perché la sua saggezza spontanea, forgiata dall’esperienza e dall’esistenza, era il suo mondo”.

Una veduta d Roscigno Vecchia, foto di Gaspare Fattoruso
Una veduta d Roscigno Vecchia, foto di Gaspare Fattoruso

Poi l’appello o meglio l’auspicio: “Ci auguriamo che il Comune di Roscigno provveda ad apporre una targa commemorativa per ricordare questo suo concittadino che ha dato lustro al Paese vecchio e vi chiediamo di sostenere questo ultimo desiderio scrivendo al sindaco”, scrive ancora la figlia sui social.

Nell’esprimere sentimenti di cordoglio ai familiari il sindaco del piccolo centro, Pino Palmieri, ha affermato che “Giuseppe Spagnuolo lascia comunque un vuoto in quanto da anni era più famoso del borgo di cui da oltre 20 anni era l’unico abitante”.

Giuseppe Spagnuolo, foto di Gaspare Fattoruso
Giuseppe Spagnuolo, foto di Gaspare Fattoruso

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati sulla scrivania del sindaco. Tra i primi quello del vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, la cui famiglia era originaria di Roscigno, il quale ha scritto: “Sono davvero rattristato dalla notizia della morte di Giuseppe Spagnuolo che da sempre era stato custode di Roscigno Vecchia dalla quale non si era mai distaccato. Spagnuolo ha contribuito alla conservazione dei luoghi e delle memorie e come Tu ben sai in quel borgo ci sono le mie radici. Perché lì nacque e visse mio padre e prima di lui mio nonno e tutti gli altri membri della famiglia. Spagnuolo ha raccontato la storia e la vita di Roscigno “Vecchia” e con lui abbiamo trascorso tanti momenti di incontro in convegni e momenti celebrativi”.

Prima di Giuseppe Spagnuolo erano scomparsi gli altri due abitanti del vecchio borgo, Luigi Costabile e, nel 2001, Teodora Lorenzo, nota come Dorina.

Una storia davvero singolare la loro in quanto non avevano voluto trasferirsi nel nuovo borgo. In particolare, Giuseppe Spagnuolo, personaggio eccentrico che si definiva “libero e abusivo”, da quando era rimasto l’unico abitante era solito incontrare quanti si recavano a Roscigno Vecchia ed era sempre disponibile a fare loro da guida ed a raccontare la storia del paese che considerava una missione. Il suo desiderio? Rivivere la Roscigno del passato quando il paese, che non aveva conosciuto l’asfalto e la luce elettrica, non era ancora abbandonato. Per anni ha fatto da “guida” per i numerosi turisti che raggiungevano Roscigno Vecchia per studiarne le caratteristiche ma anche per conoscere proprio lui e rendersi conto della sua vita solitaria.

Il vecchio borgo cominciò a svuotarsi agli inizi del ‘900 a seguito di alcune ordinanze emesse dall’Ufficio del Genio Civile in ottemperanza alla legge speciale n. 301 del 7 luglio 1902 ed alla legge n. 445 del 9 luglio 1908. L’esodo è avvenuto per gradi: le singole famiglie si trasferivano solo dopo essere riuscite a costruire una casa nel nuovo abitato, due chilometri più in alto. Il grosso dei trasferimenti avvenne negli anni ’60: in particolare, nel 1965 i due borghi contavano circa 1.500 abitanti e c’erano due sezioni elettorali, una nel vecchio borgo e l’altra nel nuovo borgo. Nel 1970 entrambe le sezioni furono sistemate nel nuovo borgo. Negli anni ’80 c’è stata una forte ripresa dell’emigrazione per l’estero o per le città del Nord al punto che oggi il numero degli abitanti è sceso a circa 600.

La storia di Roscigno è particolarmente suggestiva a cominciare dal nome che la tradizione fa risalire a “ruiseñor”, termine spagnolo che significa “usignolo”. Ma c’è chi pensa al nome latino che ha lo stesso significato: non a caso sul vecchio stemma comunale campeggiava la scritta “Luscinia cantat”. Quindi il nome del paese sarebbe legato proprio al canto degli usignoli.

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