Domenica 23 Giugno 2024
ILARIA VALLERINI
Cronaca

La scelta di Valentina: la mia vita ad alta quota. “A 23 anni sono la donna più giovane d’Italia a gestire un rifugio”

Da maggio Santoni lavora al Bocca di Trat “Nino Pernici”. Ecco la sua storia

Valentina Santoni

Valentina Santoni

Trento, 16 settembre 2023 – Quella gita domenicale sui crinali del Trentino insieme a mamma e papà. Un rito familiare che, negli ultimi anni, da passione si è trasformato non solo in un lavoro, ma soprattutto in uno stile di vita. A 23 anni Valentina Santoni, trentina, è la rifugista donna più giovane d’Italia. Da maggio, infatti, gestisce insieme al suo team il rifugio Bocca di Trat “Nino Pernici”. Valentina parla di una vera e propria “scelta di vita sostenibile”.  Perché dalla montagna “c’è solo da imparare”. 

Perché ha deciso di diventare rifugista? 

"Mi era capitata l’occasione di dare una mano al gestore di un rifugio. Quando è arrivata la proposta mi sono detta ‘wow, perché no?’. Così ho fatto un periodo ad alta quota. E mi è piaciuto così tanto che ho deciso di candidarmi al bando per gestire il ‘Nino Pernici”. 

Da maggio è iniziata questa avventura…

"Sì, proprio così. Quest’estate è stata tosta. Abbiamo lavorato molto insieme al mio grande team. Il rifugio è raggiungibile da tutti, non solo da escursionisti, facciamo grandi numeri”. 

Un grosso impegno, quindi…

“Assolutamente. Di certo è necessario rimboccarsi le maniche”. 

Sono tanti i sacrifici per una ragazza della sua età?

"Certamente non posso condurre una vita come quella di una mia coetanea che vive in città: dalle uscite con gli amici alla routine. E’ cambiato tutto, ma...”.

Cosa? 

"La passione per la montagna ha superato tutto, ora è più faticoso scendere a valle. Qua si vive della bellezza che ci circonda, nonostante la mancanza di tante comodità”.

In che senso? 

"Se in città la sostenibilità può essere un’opzione, in montagna è una scelta obbligata perché non si hanno a disposizione molte comodità: a volte può mancare l’elettricità (il rifugio si alimenta tramite pannelli solari) oppure l’acqua (conservata nelle cisterne) può scarseggiare. Così si impara ad entrare in un’ottica nuova, che può cambiare le persone e che fa bene all’ambiente”.