Venerdì 14 Giugno 2024

Renzi come Shakira "Il Pd aveva una Ferrari, ha preferito la Twingo"

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"Avevano una Ferrari e l’hanno scambiata con una Twingo". Cita Shakira Matteo Renzi, parlando ovviamente del Pd: "Avevano noi che parlavamo di lavoro con Industria 4.0 e Jobs Act, ora hanno gente che dice che bisogna recuperare la Rivoluzione d’Ottobre e Lenin, Speranza che parla di abbattere il neoliberismo", attacca l’ex segretario fuoriuscito, oggi leader di Italia Viva, mattatore insieme a Carlo Calenda dell’evento organizzato dal Terzo polo a Milano per tirare l’ultima volata alla candidatura di Letizia Moratti verso le regionali lombarde. Tre mesi esatti dopo la chiamata dell’allora vicepresidente dimissionaria della Regione sul palco di una manifestazione pro-Ucraina, cui seguì il tentativo d’imporla come candidata ai dem, "Moratti è la vera novità di queste elezioni, con lei la Lombardia può tornare a essere la locomotiva d’Italia", ribadisce Renzi, e "la partita è apertissima, perché il 40% dei lombardi non ha ancora deciso chi votare – continua Calenda –. Letizia ha fatto una campagna straordinaria, votare Fontana è immorale, votare Majorino... trovate voi la parola".

I discorsi dei centristi virano poi su urne più lontane, quelle delle europee del prossimo anno in cui il "partito più votato alle politiche dai giovani tra i 18 e i 24 anni", rivendica Calenda, mira alla "cabina di regìa" di Bruxelles all’interno dello "spazio riformista" che fa riferimento a Macron, e promette agli italiani "le risposte che non sono in grado di dare né un Pd grillizzato né la destra della Meloni", che il leader di Azione sfida un paio di volte definendola "nazionalista semifascista", precisando poi che era "evidentemente una battuta". Calenda tende una mano al Pd sul caso Donzelli-Cospito ("Hanno ragione, votiamo una mozione di censura e poi torniamo a discutere del Paese"), e con Renzi annuncia a breve un cambio di nome al Terzo polo e "l’apertura della federazione, ad esempio agli amici di +Europa che stanno per fare il 98 esimo congresso". Estendendo l’invito ai "riformisti del Pd che oggi si ritrovano con Bettini e i 5 Stelle", e cita i sindaci di Milano Beppe Sala ("Ha iniziato a fare politica con la Moratti") e di Bergamo Giorgio Gori ("Ti lamenti ma poi stai dentro, non è una condanna a morte").

Tocca a Moratti riportare il discorso in Lombardia, tra il teatro Parenti strapieno di sostenitori e un confronto su Rai 3, a due col candidato del centrosinistra Pierfrancesco Majorino per forfait del governatore Attilio Fontana. La centrista attacca a destra ("Il programma di Fontana è il nulla, mi insegue, ha sempre Salvini vicino e quando non c’è chiama cinque ministri") e a sinistra ("Lasceremo a Majorino l’opposizione, l’ha sempre fatta molto bene"). Majorino ribatte ricordando i "3.057" provvedimenti della Giunta Fontana che Moratti ha votato e rinnovando l’appello al "voto utile, perché vince chi ne prende uno in più"; annuncia che Carlo Cottarelli si è reso "disponibile a presiedere un comitato per immaginare una politica di sviluppo per la nostra regione", e che oggi divulgherà "i primi nominativi" della sua "squadra di governo", se sarà eletto.

Giulia Bonezzi