Venerdì 14 Giugno 2024
GIOVANNI ROSSI
Cronaca

Raid degli ecovandali alla Barcaccia L’acqua della fontana diventa nera

La protesta col liquido a base di carbone vegetale. In tre rischiano la denuncia per danneggiamento

Raid degli ecovandali alla Barcaccia  L’acqua della fontana diventa nera

Raid degli ecovandali alla Barcaccia L’acqua della fontana diventa nera

di Giovanni Rossi

La Barcaccia naviga a tutto web nell’acqua colorata di nero dagli ecologisti di Ultima Generazione. Sono le 11.30 di un sabato capitolino tipicamente pre pasquale – il centro invaso di turisti, vetrine sfavillanti, boutique e bar con la fila alle casse – quando l’impegno per un mondo più fresco e pulito, soprattutto meno inquinato, produce un blitz da manuale della comunicazione planetaria, ma anche un cortocircuito sostanziale.

Tre attivisti della campagna ’Non paghiamo il fossile’ – subito identificati e a rischio di denuncia – rovesciano nella celebre fontana di piazza di Spagna liquido a base di carbone vegetale (quindi prodotto da processi di combustione). L’acqua immediatamente si annerisce, arrivano polizia locale, volanti, squadre di pronto soccorso dell’Ama ed esperti della Soprintendenza. La scelta drastica e tecnicamente corretta per evitare – anche solo in potenza – danni permanenti al monumento, vista la porosità del travertino a fronte di colorante inizialmente ignoto, riporta la situazione sotto controllo nel giro di pochissimo. Alle 17, solo cinque ore dopo, l’Ama smobilita le transenne assiepate di smartphone e l’Acea riempie la fontana di acqua limpida. Gli aloni color ferro sul fondo sono quelli delle monetine solitamente lanciate dai turisti, il nero di giornata scompare senza lasciare tracce evidenti, ma l’offesa al patrimonio artistico resta e il timore di nuovi blitz preoccupa.

"Se vedere quest’acqua nera vi sconvolge è perché, come noi, riconoscete quanto sia prezioso quello che stiamo perdendo. Tutti i rapporti ufficiali denunciano che le politiche dei governi sono insufficienti per contenere il surriscaldamento globale entro 1,5°C e ci stanno invece conducendo dritti verso un catastrofico aumento di almeno 2.5°C – spiegano i contestatori –. C’è un solo modo per frenare questa corsa al suicidio collettivo: interrompere le emissioni legate ai combustibili fossili".

"È ora di dire basta. Siamo davanti ad una sistematica azione di vandalismo del nostro patrimonio artistico e culturale che non c’entra assolutamente nulla con la tutela dell’ambiente – s’infervora il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano –. Chi danneggia i nostri beni culturali non può passarla liscia. Anche per questo stiamo studiando una norma che faccia pagare ai responsabili gli interventi necessari per il ripristino". E Vittorio Sgarbi, critico d’arte e sottosegretario alla Cultura, è ancora più duro: "Questi grotteschi ambientalisti, picciotti di un capitalismo criminale che alimenta fotovoltaico e rinnovabili, andrebbero rinchiusi in luoghi di recupero psicologico con trattamento sanitario obbligatorio". Il centrodestra invoca subito una stretta e "pene esemplari".

Passata la paura, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri prova a ragionare con Ultima Generazione: "Non è danneggiando o rischiando di danneggiare in modo permanente i monumenti, con azioni stupide, che si aiuta la causa dell’ambiente. Semmai la si danneggia perché si suscita la collera dell’opinione pubblica". Ma la segretaria del Pd Elly Schlein, pur in disaccordo coi "metodi" dei contestatori, accusa la maggioranza di "spostare l’attenzione dalla luna al dito". È un "giustificazionismo sprezzante", si arrabbia Raffaella Paita (Azione). "Un grido d’allarme estremo, in una fase climatica estrema, non può essere criminalizzato", replica Filippo Zaratti (Avs). "Questo è un oltraggio alla città", sintetizza Gianni Battistoni, presidente dell’Associazione via Condotti, ricordando i danni alla Barcaccia fatti dai tifosi del Feyenoord nel 2015. E il 20 aprile il Feyenoord (trasferta vietata ai tifosi olandesi) sfiderà ancora la Roma all’Olimpico. "Visto quanto è successo a Napoli – ragiona Battistoni – io chiuderei le porte del centro".