Raid ambientalista a San Marco. Fango e cacao contro la basilica. Il ministro: sfregio fatto da vandali

Blitz di Ultima Generazione, al gruppo (poi bloccato dagli agenti) si unisce anche un turista. Lievi i danni. Sangiuliano: "Subito la legge per far pagare le pulizie agli autori di questo genere di attacchi".

Raid ambientalista a San Marco. Fango e cacao contro la basilica. Il ministro: sfregio fatto da vandali

Raid ambientalista a San Marco. Fango e cacao contro la basilica. Il ministro: sfregio fatto da vandali

Nesquik sulla facciata laterale destra, fango sulle colonne. Anche la Basilica di San Marco, a Venezia, subisce l’offensiva degli attivisti di Ultima Generazione. Nessun danno rilevante, a una prima sommaria ricognizione. Ma il disappunto dei veneziani e dei turisti, che lo manifestano anche in diretta al commando ecologista, è davvero tanto. Fa eccezione una turista francese (con figlia al seguito) che invece si unisce platealmente alla protesta.

Gli attivisti arrivano in piazza San Marco poco dopo le 11. Accendono fumogeni e srotolano uno striscione arancione con la scritta FONDO RIPARAZIONE invocando per l’appunto la costituzione di una riserva finanziaria da 20 miliardi per il risarcimento dei danni climatici: una dotazione stabile con la quale ripagare i danni da calamità ed eventi meteo estremi. Accanto allo striscione, campeggia un cartello con le foto dei dodici attivisti romani rimasti in carcere per tre giorni, dopo un blocco stradale a Fiumicino, prima di ricevere – proprio ieri mattina – la misura cautelare dell’obbligo di firma. "Siamo qui per suonare l’allarme anti-incendio – annuncia il portavoce dei dimostranti –. Questa è una protesta non violenta. Noi amiamo Venezia, una città che sta affondando perché i nostri governi non hanno agito contro la crisi climatica. Oggi chi di voi è qui per fare le foto e vedere questa chiesa ha un privilegio. Siete gli ultimi che potranno vedere questa chiesa sopra il livello del mare".

Immediato l’intervento della polizia del commissariato San Marco. Agenti prendono di peso i ragazzi e li portano in questura mentre i vigili del fuoco iniziano gli accertamenti per verificare i componenti usati nell’eco blitz. Il gruppetto, di età compresa tra 20 e 34 anni, subisce anche il sequestro dei due estintori modificati per sparare i liquidi. I ragazzi saranno denunciati per danneggiamenti (a meno che la procura non ravvisi altri reati). Dure le parole di condanna del proto della Basilica di San Marco, l’architetto Mario Piana, arrivato in velocità per un sopralluogo. I lavori di pulizia iniziano subito.

Ultima Generazione pubblica una nota in cui spiega il proprio gesto dimostrativo e sottolinea che "le parole di Papa Francesco nei confronti dei governi e delle élite del fossile non sono meno severe delle nostre, e altrettanto lucida è la consapevolezza dello scenario di miseria e guerre" già alle porte. Istituzioni e politica censurano il raid. "Un gesto gravissimo", commenta il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. "Rispetto al massimo le proteste democratiche, ma imbrattare la Basilica di San Marco decisamente no", si arrabbia il governatore del Veneto Luca Zaia. E di "sfregio a un monumento simbolo", parla il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano augurandosi "il via libera definitivo della Camera" alla legge che obbliga gli ecovandali "a pagare di tasca propria il ripristino delle opere".