"Raccontava bugie": l’ultimo sfregio a Saman

Processo a Reggio Emilia per l'omicidio di SamanAbbas: l'avvocato Cataliotti difende Danish Hasnain, l'avvocato Scarcella sostiene che Saman mentiva per non perdere il fidanzato. L'avvocato Iannuccelli ribatte.

"Raccontava bugie": l’ultimo sfregio a Saman
"Raccontava bugie": l’ultimo sfregio a Saman

"Tre innocenti contro due colpevoli". È la ricostruzione ’alternativa’ che l’avvocato Liborio Cataliotti propone nell’arringa difensiva di Danish Hasnain, lo zio di SamanAbbas, la 18enne pachistana trovata sepolta sotto terra a Novellara, per la quale sono a processo davanti alla Corte d’Assise di Reggio Emilia cinque imputati: oltre a lui, i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen (ancora latitante) e i cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq della giovane.

Per madre e padre la procura ha chiesto l’ergastolo; per gli altri tre, 30 anni. Il legale definisce "inattendibili" le dichiarazioni del fratello di Saman, sostiene che "lui si spalleggia col padre e viceversa". Chi parla poi di bugie dette da Saman al fidanzato Ayub Saqib, "per tenerlo buono, perché era impositivo e anche per non perderlo", è invece Luigi

Scarcella, difensore di Noumanulhaq: "Lei aveva necessità di descrivere un nucleo familiare così esasperato perché altrimenti Saqib l’avrebbe martellata sui documenti". Ma puntualizza che lei "è vittima di un barbaro omicidio". Parole a cui l’avvocato di parte civile Barbara Iannuccelli, per Saqib, ribatte: "La cosa più incredibile che ho sentito era che lei mentiva sul fatto che i parenti erano cattivi per prendere tempo".

Alessandra Codeluppi