Martedì 23 Aprile 2024

Post virali e spot. Influencer nel mirino della Guardia di finanza: "Evasione da 11 milioni"

Nei controlli coinvolti vip bolognesi, tra loro Gianluca Vacchi e Luis Sal. Fari su due celebrità di siti per adulti. Le Fiamme Gialle: sconosciute al Fisco.

Post virali e spot. Influencer nel mirino della Guardia di finanza: "Evasione da 11 milioni"

Post virali e spot. Influencer nel mirino della Guardia di finanza: "Evasione da 11 milioni"

e Federica Orlandi

Quattro vip dei social network bolognesi e cinque volti noti della piattaforma per adulti Onlyfans sono finiti nel mirino della Guardia di finanza. Tra loro c’è Gianluca Vacchi, il Mr Enjoy da oltre 45 milioni di follower tra Instagram e TikTok, seguito da Luis Sal, lo YouTuber noto anche per il podcast ’Muschio Selvaggio’ creato con il rapper milanese Fedez. A loro sono contestati oltre 11 milioni di euro di tasse non dichiarate per proventi legati alle loro attività, social e non solo.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno voluto fare luce sui redditi della categoria che forse più di ogni altra è esplosa nel periodo Covid: quella di chi lavora sul web. E così, a fronte di un tariffario che stima attorno agli 80mila euro il costo di una foto pubblicata da un influencer seguito da più di un milione di persone, ecco che i militari del Comando provinciale bolognese guidati dal colonnello Selvaggio Sarri hanno deciso di fare una verifica sulle dichiarazioni dei redditi degli influencer locali più attivi, sia per numero di follower sia per volume di interazioni generate sui social network più redditizi (YouTube, Instagram e TikTok).

Nei confronti di Gianluca Vacchi, sono stati ricondotti a tassazione sotto forma di utili consistenti finanziamenti ricevuti dalla holding di sua proprietà, per circa sette milioni di euro. Ma la sua posizione sarebbe prontamente rientrata, in quanto l’importo dovuto sarebbe già stato versato all’erario. Intanto, l’influencer, raggiunto al telefono, fa sapere di essere "sereno e tranquillo", e in una nota diffusa dal suo avvocato Gino Bottiglioni si spiega: "A esito di una verifica fiscale sulla sua attività professionale artistica per i periodi di imposta 2017-2019, la maggior imposta accertata dai verificatori ammonta a circa euro 6mila euro e si riferisce non già a proventi occultati, bensì a costi dei quali è stata contestata la piena deducibilità", e "null’altro risulta oggetto di notifica dalle competenti autorità con riferimento a quanto pubblicato, che deve pertanto ritenersi privo di fondamento". Dunque, quanto contestato avrebbe riguardato altri aspetti della sua attività imprenditoriale.

Due sarebbero invece i milioni contestati a Luis Sal, che – via Instagram, ça va san dire – si difende: "Non sono un evasore. Ho sempre dichiarato tutto, ho sempre pagato tutte le tasse, spesso in anticipo, a credito. È in corso una indagine: sono normali controlli che vengono fatti". A lui sono stati attribuiti i redditi prodotti da una società di capitali riconducibile allo stesso influencer, secondo una ’interposizione fittizia’.

Nel mirino con i due sono finite anche le due giovanissime Giulia Ottorini (3,3 milioni di follower tra Instagram e Tik Tok) ed Eleonora Bertoli (1,6 milioni di follower solo su Instagram). Le ragazze sono risultate del tutto sconosciute al fisco, pur guadagnando grazie a pubblicità sui social, collaborazioni professionali con aziende e soprattutto alla pubblicazione di contenuti sulla piattaforma Onlyfans.

Proprio su quest’ultima piattaforma si è quindi spostato il focus dei finanzieri, che hanno contestato a cinque ’sex workers’ attivi sul web con la pubblicazione di prestazioni a pagamento di non avere mai presentato una dichiarazione dei redditi, recuperando così a tassazione oltre un milione di euro di base imponibile complessiva. Ad alcuni sono stati contestati oltre 400mila euro di ricavi non dichiarati negli ultimi cinque anni.

Vero è però che da parte di tutti quanti sarebbe stata riscontrata un’ampia collaborazione, ed influencer e sex workers hanno provveduto a versare tempestivamente quanto dovuto, per un totale complessivo di oltre 2,8 milioni di euro all’erario. Solo in pochi casi si sarebbero riservati di effettuare ulteriori approfondimenti con i propri professionisti di fiducia prima di proseguire la procedura avanti agli uffici finanziari.