Lunedì 24 Giugno 2024

Operai barricati sulla ciminiera a 100 metri: "1300 stipendi a rischio alla Portovesme"

Nel Sulcis, in Sardegna, la protesta estrema per fermare lo stop delle attività: "Chiediamo un incontro urgente al ministero". Il governo convoca tavolo di urgenza

Lavoratori nella cimitera dell'impianto Kss della Portovesme a Portoscuso (Ansa)

Lavoratori nella cimitera dell'impianto Kss della Portovesme a Portoscuso (Ansa)

Portoscuso (Carbonia-Iglesias), 28 febbraio 2023 - Barricati su una ciminiera a 100 metri di altezza. Quattro lavoratori della Portovesme srl, a Portoscuso, hanno deciso l'estrema protesta per scongiurare lo stop della attività dell'azienda che metterebbe a casa 1300 persone. "Non è un colpo di testa - hanno scritto in un comunicato per spiegare il loro gesto - ma è un'azione a sostegno delle iniziative sindacali". Non è la prima inziativa del genere nel Sulcis. La più clamorosa il 4 settembre 2012, quando due operai dello stabilimento per la produzione di alluminio primario allora di proprietà dell'Alcoa, salirono su un silo di oltre 60 metri. 

La vertenza 

Oggi era il giorno clou per la Portovesme, azienda produttrice ("unica in Italia" si legge sul sito) di zinco e piombo: entro il 28 febbraio infatti dovevano essere presentate le soluzioni alternative al blocco dell'80% delle attività "con la chiusura di interi reparti e dell'impianto di raffinazione di San Gavino Monreale", spiegano i lavoratori in una nota. Ma "con grande rammarico", scrivono gli operai, quel 28 febbraio è arrivato "senza che ci sia stato nessun atto concreto, sia di tipo commerciale tra privati, che di fonte governativa e/o legislativa per calmierare il prezzo e garantire la continuità produttiva".

La crisi della Portovesme è "legata al caro energia e le proposte di risoluzione sono state sottoscritte lo scorso 20 gennaio durante l'incontro tra la Regione Sardegna, Portovesme Srl, Rsu Portovesme Srl e Segreterie Territoriali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le confederazioni territoriali Cgil, Cisl e Uil".

"Prendiamo atto che gli incontri e le buone intenzioni emerse durante gli incontri con i Parlamentari sardi nei mesi scorsi e il ruolo della Regione Sardegna non hanno prodotto un risultato tangibile. A oggi i livelli istituzionali non hanno messo in campo nessuna iniziativa finalizzata a modificare le azioni dell'azienda". Le procedure di Cassa Integrazione sono già partite "mettendo addirittura in taluni casi i lavoratori gli uni contro gli altri, come si è potuto constatare in questi giorni negli appalti, anello debole del sistema produttivo che andrebbe maggiormente tutelato così come i lavoratori somministrati". 

In agitazione ci sono infatti anche i dipendenti delle ditte appaltatrici, circa 600, da ieri in assemblea permanente nel piazzale della Portovesme, con presidio nella portineria degli appalti, dove sono state anche piazzate alcune tende.

I lavoratori ora chiedono "un incontro urgente al ministero per aprire un confronto nazionale con tutti gli interlocutori seduti allo stesso tavolo e trovare una soluzione subito sul fronte energia. Non bastano le rassicurazioni, ma per farci scendere servono impegni seri e forti".

"Solidarietà ai lavoratori che hanno intrapreso questa iniziativa a difesa del lavoro - dicono Emanuele Madeddu Filctem-Cgil, Vincenzo Lai Femca Cisl e Pierluigi Loi Uiltec Uil -. È evidente che il tema da risolvere è quello dell'energia, purtroppo registriamo nessun passo avanti delle istituzioni. chiediamo con la massima urgenza un incontro con il ministro competente". 

Convocato tavolo di urgenza 

Il governo risponde convocando un tavolo di urgenza per venerdì prossimo, 3 marzo, alle 10. Presedierà il sottosegretario delegato alle crisi industriali Fausta Bergamotto: invitati rappresentanti della Regione Sardegna, istituzioni locali, azienda e parti sociali. 

"Abbiamo il dovere di dare risposte rapide, e questa volta concrete, alle famiglie dei lavoratori della Portovesme Srl. Tutte le istituzioni coinvolte devono far sì che quanto ipotizzato e promesso ai tavoli di crisi nella scorsa legislatura sia finalmente realizzato". Lo dichiara, in una nota, la viceministra all'Ambiente e Sicurezza energetica, Vannia Gava, in merito alla protesta.