Giovedì 13 Giugno 2024

“C’è già troppa frociaggine”: la frase del Papa (secondo indiscrezioni) sul no ai seminaristi gay

Le parole attribuite al Pontefice durante un incontro con i vescovi. Bergoglio stava affrontando il tema della crisi di vocazioni

Papa Francesco, 87 anni

Papa Francesco, 87 anni

Roma, 27 maggio 2024 -  “C’è già troppa frociaggine”: sono le parole attribuite a papa Francesco in un incontro a porte chiuse con i vescovi, riportate dal sito Dagospia e poi riprese da vari organi di informazione. Bergoglio, durante un discorso sulla crisi di vocazioni, avrebbe così ribadito la sua nota contrarietà ad ammettere al sacerdozio candidati con tendenze omosessuali. Secondo alcuni vescovi, il Pontefice non aveva ben chiaro che il termine, in lingua italiana, ha una accezione negativa, dispregiativa.

L’incontro con i vescovi

Nell’incontro a porte chiuse con gli oltre 200 vescovi italiani, che lunedì scorso ha aperto nell’Aula del Sinodo l’assemblea generale della Cei, il Pontefice su questo argomento si è lanciato in serratissimi richiami verso una maggiore selezione negli accessi ai seminari.

La Chiesa e la discussione sugli omosessuali

Il tema è oggetto di dibattito da molti anni, e già un’istruzione del dicastero vaticano per il Clero del 2005 - sotto Benedetto XVI - confermata nel 2016 quando era Papa Francesco, stabiliva che "«la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay”.

L’assemblea dei vescovi di Assisi

I vescovi italiani, da parte loro, nell’ultima assemblea svoltasi ad Assisi avevano dibattuto sulla possibilità di restrizioni più sfumate, sentendosi incoraggiati proprio dalle passate aperture di Bergoglio sul tema dell’omosessualità. Pur tra molte contestazioni, era stato quindi approvato un emendamento che si limitava a distinguere tra “atti” e “tendenze”, ribadendo l’obbligo del celibato per tutti i seminaristi, omosessuali ed eterosessuali, e aprendo così la porta dei seminari ai candidati gay al sacerdozio impegnati però nell’opzione del celibato.

I paletti di Francesco

Ma nel confronto di un’ora e mezza con i presuli, di fatto il Papa ha sbarrato la strada: quindi rispetto, sì, per la persona gay che bussa alle porte del seminario, ma ponendo dei fermi paletti all’accesso per evitare che l’omosessuale che sceglie il sacerdozio finisca per fare una doppia vita, con tutte le conseguenze negative del caso.

L’intervista di Bergoglio alla Cbs

Qualche giorno fa è stata trasmessa una parte dell’intervista rilasciata dal Pontefice all’emittente statunitense Cbs e registrata ad aprile. La Chiesa è aperta a tutti, ha ricordato papa Francesco, ma non si possono benedire le unioni omosessuali. “La benedizione è per tutti”: si può benedire ogni persona, ma non l’unione omosessuale, ha spiegato il Pontefice. E ha chiarito: “Quello che ho permesso non è stato di benedire l’unione”. Questo va contro “la legge della Chiesa”.