Sabato 13 Aprile 2024

“Il Papa è influenzato”. Annullate le udienze di oggi

Rimane confermato l’Angelus di domani

Città del Vaticano, 24 febbraio 2024 - “A causa di un lieve stato influenzale, in via precauzionale, il Papa ha annullato le udienze previste per la giornata di oggi”. Lo rende noto la sala stampa vaticana. 

In agenda stamani era prevista l'udienza del Pontefice con i diaconi della diocesi di Roma. Bergoglio questa settimana ha avuto gli Esercizi spirituali in Vaticano che si sono conclusi ieri pomeriggio. Una settimana di ritiro nel corso della quale gli impegni del Pontefice, inclusa l'udienza generale del mercoledì, erano stati sospesi. Ora la leggera influenza ha consigliato di sospendere gli impegni di oggi.

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Papa Francesco (Ansa)
Papa Francesco (Ansa)

A quanto fa sapere la Sala stampa del Vaticano, per il momento rimane ''confermato'' l'Angelus guidato dal Papa domani.

Bergoglio oggi avrebbe dovuto incontrare i diaconi di Roma. Il Vaticano ha diffuso ad ogni modo il discorso che il Pontefice avrebbe dovuto fare in occasione dell'udienza. ''Uno può avere l'idea che, una volta diventato prete, pastore nel popolo di Dio, sia essenzialmente giunta l'ora di prendere in mano la situazione, - si legge nel discorso ai diaconi - attuando in prima persona ciò che aveva desiderato per anni, impostando finalmente le situazioni con il proprio stile e secondo le proprie idee, quelle che ha più care in base alla sua storia personale e al suo cammino''.

''Madre Chiesa - ha scritto il Papa nel discorso - per prima cosa non chiede di essere leader, ma cooperatori, cioè, stando al senso delle parole, coloro che ''operano con''. Questo ''con'' è essenziale, perché la Chiesa, come ci ricorda il Concilio, è anzitutto un mistero di comunione. E il presbitero è testimone di questa comunione, che implica fraternità, fedeltà e docilità. Coristi, insomma, non solisti; fratelli nel presbiterato e preti per tutti, non per il proprio gruppo''. ''La vita pastorale non è un manuale, ma un'offerta quotidiana; non è un lavoro preparato a tavolino, ma ''un'avventura eucaristica''. È ripetere con la vita, in prima persona: "Questo è il mio corpo, donato per voi”. È un atteggiamento costante, fatto di accoglienza, compassione, tenerezza, uno stile che parla coi fatti più che con le parole, esprimendo il linguaggio della vicinanza. È non voler bene alle persone per secondi fini, fossero anche i migliori, ma riconoscendo in loro i doni unici e meravigliosi che il Signore ci ha dato per servirli, con gioia, con umiltà'', si legge nel discorso.