Papa Francesco, intervista da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’: “Dimissioni? Non sono un pensiero, ma è una possibilità aperta”

Il Pontefice ospite del programma: “È terribile quanto sta succedendo a Gaza, togliere il sorriso ai bambini è criminale. Dietro le guerre c’è il commercio di armi”. Poi l’appello per i migranti: “Non chiudete le porte”

Roma, 14 gennaio 2024 – Papa Francesco ospite di Fabio Fazio nella trasmissione ‘Che tempo che fa’. “Mi viene da dire: Ancora vivo", le parole del Pontefice – in collegamento dal Vaticano – a inizio intervista, rispondendo alla domanda su come sta. "Dimissioni? Non sono né un pensiero né una preoccupazione né un desiderio. È una possibilità aperta a tutti i papi. Ora non è al centro dei miei pensieri. Fino a quando avrò la capacità di servire vado avanti", ha aggiunto.

Papa Francesco durante l'intervista con Fabio Fazio
Papa Francesco durante l'intervista con Fabio Fazio

Parlando della guerra nella Striscia di Gaza, Francesco ha spiegato che “la speranza è la forza che ci porta avanti. La speranza non delude mai. Dobbiamo aggrapparci alla speranza. È come un'ancora, la butti e vai avanti, aggrappato alla corda per arrivare alla spiaggia. La speranza non delude, siamo noi a fare e fabbricare delle delusioni. Ogni giorno sento la parrocchia di Gaza, è terribile quanto succede: quanti arabi e israeliani morti. Si distruggono l'uno con l'altro. La guerra è questo, distrugge. Impedisce di sognare. Togliere il sorriso ai bambini è criminale", ha aggiunto.

L’attacco poi al commercio delle armi: “La guerra è un'opzione egoistica. È il gesto di prendere per sé. La pace è il contrario, tende la mano all'altro – ha sottolineato il Papa –. I conflitti non sono finiti dopo la seconda guerra mondiale. Ora ce ne sono due vicino a noi, in Ucraina e in Medio Oriente. Dietro le guerre c'è il commercio delle armi. In questo momento gli investimenti che danno più soldi sono le fabbriche delle armi: investire per uccidere. Questa è una realtà".

Francesco ha risposto anche alla domanda sulla benedizione alle coppie gay: "Quando si prende una decisione c'è un prezzo di solitudine da pagare. A volte le decisioni non sono accettate. Ma la maggior parte delle volte in cui la decisione non viene accettata è perché non si conosce. Se non piace una decisione ci si può confrontare, ma se non si esprime nulla ci si chiude in una resistenza. Il Signore benedice tutti. Tutti coloro che sono capaci di essere battezzati, quindi ogni persona, poi la persona deve entrare in contatto con la benedizione e vedere che strada prendere, ma la Chiesa non può condannarle dall'inizio - ha aggiunto -. Lo dico sempre ai confessori: perdonate tutto. In 54 anni che sono prete ho negato il perdono una volta sola: per l'ipocrisia. Sempre ho perdonato tutto, con la consapevolezza anche che la persona ricadrà, ma il Signore perdona".

Per quanto riguarda il tema dei migranti, invece, secondo il Papa “c'è tanta crudeltà, da parte di una mafia che li sfrutta e li tortura. Sono trattati tante volte come cose. Penso alla tragedia di Cutro. Ognuno ha il diritto di rimanere nel proprio Paese e di migrare, vanno rispettati entrambi. Non chiudete le porte, per favore. Molti Paesi non fanno figli, l'immigrazione gestita bene potrebbe aiutare".