Pandoro griffato Ferragni, il caso si allarga. Adesso indaga anche la procura di Prato

La Procura di Prato ha aperto un procedimento sull'acquisto del Pandoro Pink Christmas, griffato Ferragni, a un prezzo superiore al mercato. La Ferragni si è affidata a due avvocati e a un'agenzia per salvare l'immagine. La Guardia di Finanza indaga sulla possibile truffa aggravata ai consumatori.

Pandoro griffato Ferragni, il caso si allarga. Adesso indaga anche la procura di Prato

Pandoro griffato Ferragni, il caso si allarga. Adesso indaga anche la procura di Prato

Dopo la tempesta social, e non solo, che l’ha travolta nei giorni prima del Natale, il pandoro-gate rischia di avere un lungo strascico giudiziario per l’influencer Chiara Ferragni (che si è affidata a due avvocati e a un’agenzia per salvare l’immagine). Dopo quella di Milano che ha aperto un fascicolo delegando le indagini alla Guardia di finanza, anche la procura di Prato ha acceso un faro sulla vicenda avviando un procedimento, al momento senza indagati o ipotesi di reato. Una iniziativa legala all’esposto del Codacons così come in altri 101 uffici giudiziari e in cui si ipotizza la truffa aggravata in danno dei consumatori. Un atto dovuto della procura toscana per l’acquisto nel 2022 del Pandoro Pink Christmas, che avrebbe contribuito a una donazione in favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino. Una attività benefica in realtà già effettuata dalla Balocco, società che produceva il dolce natalizio griffato Ferragni, messo in vendita lo scorso anno a un prezzo di gran lungo superiore a quello di mercato.

Nell’esposto l’associazione consumatori ricorda che "comprando il pandoro si poteva contribuire alla donazione e che la Ferragni partecipava all’iniziativa, circostanza risultata non rispondente al vero". Il procedimento di Prato viaggia, quindi, parallelo con quello avviato a Milano. I magistrati meneghini hanno affidato le indagini alla Finanza. Le Fiamme Gialle, nell’ambito dell’attività istruttoria, hanno previsto anche l’acquisizione di documenti all’Antitrust. In particolare nel fascicolo, in cui potrebbe essere ipotizzato il reato di frode in commercio, finiranno le carte relative all’istruttoria che si è conclusa con una maxi multa per pratica commerciale scorretta sia per le due società dell’imprenditrice cremonese sia per l’azienda dolciaria piemontese, che ha registrato perdite dalla campagna promozionale del pandoro rosa.

L’attività dei pm di Milano riguarda anche il capitolo uova di Pasqua di Dolci Preziosi. L’azienda con sede a Bari aveva versato alla Ferragni un cachet di 500mila euro nel 2021 e 700mila euro nel 2022, a fronte di una donazione fatta autonomamente dalla stessa azienda di 36 mila euro all’associazione ‘I bambini delle Fate’. La moglie di Fedez in uno dei post social, poi cancellati, invitava a usare la "Pasqua per fare del bene", aggiungendo che si trattava di un "progetto speciale" a favore di una "impresa (...) che dal 2005 si occupa di sostenere famiglie con autismo e altre disabilità". In questo secondo caso, però, il prezzo delle uova pasquali non era maggiorato.