Pallavolista minacciata dal tifoso stalker. Dopo Alessia Orro altro caso a Busto Arsizio

di Giuliana Lorenzo BUSTO ARSIZIO Nemmeno un campo da volley può fare da scudo all’incubo delle persecuzioni. Lo stalking minaccia e si...

Pallavolista minacciata dal tifoso stalker. Dopo Alessia Orro altro caso a Busto Arsizio
Pallavolista minacciata dal tifoso stalker. Dopo Alessia Orro altro caso a Busto Arsizio

Nemmeno un campo da volley può fare da scudo all’incubo delle persecuzioni. Lo stalking minaccia e si materializza per la seconda volta nel giro di pochi anni contro una giocatrice della squadra femminile di serie A di volley della Uyba Busto Arsizio. Questa volta a prendere di mira un’atleta è uno pseudo tifoso, denunciato anche grazie all’intervento diretto della società, un varesino di 41 anni. Nel 2019 fu Alessia Orro, regista della Nazionale italiana di volley, oggi in forza a Milano, a raccontare quello che le stava accadendo. Questa volta la tesserata del club preferisce rimanere anonima, troppo alto il timore di esporsi dopo un’esperienza che l’ha provata.

Martedì scorso è stato fermato l’uomo che prima aveva iniziato a rivolgere attenzioni morbose, poi è passato a insulti e offese pesanti. Senza mai aver avuto una risposta ai messaggi, pubblici e privati, ha continuato a tartassarla sui social e via mail con messaggi di minaccia: "Se ti vedo ti volano gli schiaffi, ti sbatto contro al muro". "Sei sempre con gli altri, te la farò pagare". La pallavolista, che ha vissuto un mese difficile, ha chiesto l’aiuto della Uyba e ha denunciato. Le compagne l’hanno protetta e la società ha rafforzato la sicurezza cercando di monitorare la situazione. L’avvocato della giocatrice, Simone Facchinetti, ha spiegato: "Dobbiamo ringraziare l’Arma, la procura e l’ufficio gip per la tempestività con cui si sono mossi. La mia assistita ha vissuto un periodo di forte ansia ma la Uyba le è stata concretamente vicina".

All’uomo è stato vietato di avvicinarsi alla ragazza su diposizione del gip Anna Giorgetti e su richiesta del pubblico ministero Flavia Salvatore. Inoltre, gli è stato applicato un braccialetto elettronico per evitare che cerchi di avvicinarsi alla sportiva. Entro 10 giorni sarà interrogato e potrebbe essere rinviato a giudizio per atti persecutori.

L’uomo dopo il provvedimento si è detto "pentito". Ma rischia da 1 a 6 anni e mezzo. La 25enne, che ha continuato ad allenarsi, nonostante ciò che stava accadendo fuori dal campo, ora sarebbe più serena e pur non rivelando la propria identità, lancia un appello. "Al primo campanello di allarme bisogna rivolgersi alle forze dell’ordine, alla procura o all’avvocato. Questa esperienza mi lascerà sempre un segno e voglio che altre donne sappiano come affrontarla".