Venerdì 12 Aprile 2024

Ospedali e case di riposo Restrizioni per le visite Il Green pass serve ancora

In alternativa per accedere ai reparti di degenza bisogna esibire un tampone negativo. Ma a seconda della regione le regole sono applicate in maniera più o meno rigida

Migration

Al posto del Green pass può valere un test negativo fatto nelle ultime 48 ore

di Alessandro Malpelo

Sarà un Natale in famiglia, quest’anno, con la giusta dose di cautela ma senza che diventi un’ossessione. Cerberus e Gryphon, le ultime arrivate della famiglia Omicron, sono più contagiose, relativamente meno aggressive, sempre pronte a guastare la festa con febbre, dolori, stanchezza, mal di gola, fino alle complicanze più severe nelle persone fragili.

"Ma la letalità su scala globale – ha ripetuto Giorgio Palù, il più autorevole virologo italiano, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco – è dello 0,045% rispetto all’1-2% degli esordi, quindi al momento meno letale dell’influenza".

PRECAUZIONI

I punti fermi sono noti. Dopo sei mesi viene meno lo scudo assicurato dagli anticorpi. I richiami dei vaccini restano fondamentali. Tamponi, mascherine, ricette e certificati ci serviranno eccome, specie nel periodo invernale. Le statistiche dicono che siamo ancora molto indietro nell’ultima tornata di vaccinazioni contro il Covid: 7 persone su 10 sopra i sessant’anni in Italia devono ancora prendere l’appuntamento per la quarta dose.

VISITE AI PARENTI

Nei luoghi di cura restano in vigore le misure di contenimento più rigide. I varchi degli ospedali sono presidiati per il controllo della temperatura corporea, e l’igienizzazione delle mani. Per accedere ai reparti di degenza occorre rispolverare il Green pass aggiornato; diversamente è necessario esibire il referto del tampone negativo eseguito nelle ultime 48 ore. Potrebbero esserci applicazioni più o meno rigide di questa normativa a seconda delle regioni, ma i criteri fondamentali sono identici in tutta Italia. Orazio Schillaci, ministro della salute, ha prorogato l’obbligo di indossare la mascherina per entrare negli ambulatori, e questo ad esempio vale ovunque senza eccezioni.

RESIDENZE PER ANZIANI

Le misure e le precauzioni valgono anche per l’ingresso nelle residenze sanitarie per anziani. Le restrizioni possono variare di poco, a seconda dei regolamenti amministrativi, e dipendono essenzialmente dell’andamento dei contagi. Vale a dire che le visite agli ospiti delle Rsa, in presenza di focolai, possono essere temporaneamente sospese. La decisione di limitare il numero di visite ai parenti dipende dalla presenza di un numero di contagi crescente, e la sospensione totale delle visite viene concordata con le autorità sanitarie locali.

PRONTO SOCCORSO

Resta alta la guardia per quanto attiene la procedura di accesso in pronto soccorso. La sosta dei parenti in sala d’attesa è consentita se riguarda minorenni, disabili e anziani con problematiche che richiedano la presenza costante di un caregiver. Ultimo dettaglio, nei reparti Covid-19 non sono ammesse visite, le concedono solo in casi eccezionali, dietro autorizzazione.

CHECK-POINT

"Qui siamo sempre in prima linea, impegnati a fronteggiare il Covid-19, senza dimenticare Hiv, epatiti, influenza, antibiotico-resistenza, vecchie e nuove epidemie", afferma Antonio Cascio, consigliere della Società italiana di malattie infettive (Simit) e professore all’Università di Palermo. Siamo la terza città d’Italia a impegnarsi come Fast Track City, abbiamo aperto un check-point ad accesso diretto, fuori dall’ospedale, dove rivolgersi. Postazioni simili sono utili per la diagnosi precoce, per avviare la terapia antiretrovirale, possiamo anche erogare la profilassi (PrEP). Un dato sconfortante – conclude Cascio – resta la percentuale di popolazione sopra i 5 anni che non ha mai ricevuto nessuna dose di vaccino, che è pari al 10,6% come media in Italia".