Sabato 15 Giugno 2024
NINO FEMIANI
Cronaca

Orrore in famiglia. Accoltella moglie e figli poi si barrica in casa. La resa dopo sette ore

Il 35enne, con precedenti per violenze, ha aggredito i familiari dopo una lite La donna lo aveva denunciato. Ricoverati in rianimazione i due fratellini di 7 e 3 anni.

Un meccanico di 35 anni si barrica in casa dopo aver accoltellato la moglie, di origini polacche, e i due figli piccoli. Ore di terrore e incubo a Cianciana, un paese di tremila anime in provincia di Agrigento dove nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 13, un uomo, Daniele Alba, pugnala la moglie Anetha (che lì tutti chiamano Anita), 32 anni, e i due suoi figli. Poi si chiude in casa, minacciando di uccidere i bambini e la consorte che aveva già ferito seriamente.

È il copione dell’ennesimo episodio di violenza domestica che scuote profondamente la comunità locale, un paesino noto a inizio del secolo scorso per le sue miniere di zolfo. Alba, che in passato ha avuto problemi di tossicodipendenza, era attualmente disoccupato, ma continuava la sua vita balorda ricorrendo ai pochi soldi della moglie. Anetha è stata colpita all’addome e trasportata d’urgenza all’ospedale di Ribera, dove è stata operata.

Nonostante le sue condizioni siano gravi, non è in pericolo di vita. Cristian, il figlioletto di 7 anni, anch’egli colpito all’addome, è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale dei Bambini di Palermo, in codice rosso. Sembra che volesse difendere la mamma dalla cieca furia omicida del padre. Dopo aver pugnalato moglie e figlio, che sono riusciti a scappare nonostante le ferite, il meccanico ha tenuto in ostaggio l’altra figlia, Sarah di tre anni, per oltre due ore.

Intorno alle 16, la bambina è stata rilasciata e successivamente portata in ospedale, dopo essere uscita dalla casa avvolta in una coperta sporca di sangue. La 32enne e i bambini erano costretti da tempo a una vita d’inferno dentro le mura domestiche. "Lui non faceva nulla per la famiglia e qualche volte la maltrattava per avere i soldi per la droga", racconta un vicino ancora sconvolto per quanto accaduto ieri pomeriggio nel tranquillo paese dell’Agrigentino. Una rottura che Alba non voleva assolutamente accettare.

Alba più volte si era presentato in casa minacciando di uccidere la moglie e di lanciarsi poi nel vuoto. Minacce che la donna ha confidato ai vicini, forse sottovalutandole, mai immaginando un epilogo così cruento. Tuttavia, nei mesi scorsi, convinta da un’amica, aveva anche presentato una denuncia per maltrattamenti. Ancora incerta la dinamica della violenza. Dopo averli accoltellati, sembra infatti che Anita e Cristian – sebbene feriti – siano riusciti a scappare e a chiedere aiuto a un vicino che ha allertato i carabinieri.

A questo punto l’uomo – stando alla ricostruzione di quanto è accaduto ieri pomeriggio – si è asserragliato con Sarah, in una folle ultima resistenza. È stato un operatore del 118 a convincerlo a consegnare la piccola, dopo essersi avvicinato con un cestello a una finestra dell’abitazione e aver visto le condizioni della piccola. La bimba era avvolta in una coperta sporca di sangue contenente anche un proiettile, circostanza che ha fatto ipotizzare che l’uomo fosse armato. Fino a sera i carabinieri di Agrigento hanno presidiato la casa, un alloggio popolare in via Puccini, nei pressi di piazza Bellini a Cianciana, tentando di negoziare con l’uomo e convincerlo ad arrendersi.

I militari dell’Arma hanno a lungo esitato a entrare nell’abitazione, immaginando che potesse essere armato e rappresentare una minaccia sia per sé stesso che per gli altri. Poi grazie all’opera di un mediatore dei carabinieri, intorno alle 20, dopo sette ore di assedio che sembravano non finire mai, Alba si è arreso. L’incubo è finito, il meccanico è stato preso in custodia dalle forze dell’ordine e portato nel carcere di Agrigento in attesa dell’udienza di convalida.