L’omicidio di Sarah Scazzi, Misseri torna nella villetta dell’orrore. Il sindaco di Avetrana chiude la strada ai curiosi

Condannato a otto anni per soppressione del cadavere, lo zio della vittima domenica esce dal carcere. Continuerà a vivere nella stessa casa. Il primo cittadino: "No al circo mediatico, voglio la tranquillità"

Michele Misseri, 69 anni, uscirà dal carcere domenica 11 febbraio

Michele Misseri, 69 anni, uscirà dal carcere domenica 11 febbraio

Avetrana (Taranto), 9 febbraio 2024 – Zio Michele torna a casa domenica, in quella stessa villetta di via Grazia Deledda con annesso garage-laboratorio dove il 26 agosto 2010 venne uccisa Sarah Scazzi, la figlia della sorella di sua moglie. Misseri – che compirà 70 anni il 22 marzo – è stato condannato a otto anni per la soppressione del cadavere (bruciato e gettato in un pozzo e fatto da lui ritrovare il 6 ottobre) e l’inquinamento delle prove, eppure si è dichiarato colpevole anche di avere strangolato la nipote che – ha dichiarato – si opponeva a un tentativo di stupro. Ma i giudici non gli hanno dato retta. Per quell’efferato omicidio stanno scontando la condanna definitiva all’ergastolo la moglie, Cosima Serrano, 69 anni, e la figlia Sabrina, 36, rinchiuse nel carcere di Taranto. Michele Misseri, invece, lascerà la sua cella in quello di Lecce domenica (l’ora non è stata comunicata): ha avuto condonati oltre 500 giorni anche grazie alla legge svuota carceri.

Sarah Scazzi
Sarah Scazzi

Un delitto quello di Avetrana che colpì fortemente l’opinione pubblica soprattutto per la giovane età della vittima, 15 anni, per il contesto familiare nel quale fin dall’inizio delle indagini si è puntato per trovare i colpevoli sperando fosse solo un rapimento da parte di alcuni di loro, e per la lunga attesa del ritrovamento del corpo. Nel Comune tarantino – poco più di 6mila abitanti – arrivò un numero impressionante di cronisti dall’Italia e dall’estero, ma soprattutto i professionisti del "turismo del dolore" desiderosi di vedere da vicino la casa dell’orrore. Proprio per evitare che ciò si ripeta, che il paese venga di fatto bloccato nuovamente dalla folla di curiosi per vedere Michele, il sindaco Antonio Iazzi firmerà un’ordinanza per bloccare al traffico di auto e moto la strada di fronte alla casa, aprendola solo ai pedoni. "Per rispetto di Sarah – ha detto – non vogliamo che si ripeta il circo mediatico di quei tempi: Avetrana deve essere ricordata per altro, non per questo triste e doloroso evento".

Zio Michele vivrà da solo nella villetta che da anni è abbandonata: la sua figlia maggiore, Valentina, abita lontana dal paese, ma soprattutto è sempre stata convinta che a uccidere la cuginetta fosse stato proprio il padre, che d’altronde prima aveva confessato, poi ritrattato e infine di nuovo si era dichiarato colpevole, anche al processo. "La condanna di Sabrina e Cosima – ha sempre dichiarato il loro legale, il principe del Foro Franco Coppi – è stato un errore visto che Michele Misseri ha sempre detto di avere fatto tutto da solo". I giudici fino al terzo grado hanno invece sposato la tesi della gelosia che avrebbe spinto Sabrina a uccidere Sarah – con la complicità della madre – rea di avere fatto innamorare il ragazzo che lei frequentava.

"Se ci fosse bisogno dei servizi sociali per Michele Misseri – ha altresì detto il sindaco Iazzi – agiremo secondo le regole per gli ex detenuti; nessuna domanda di assistenza è per ora pervenuta e da quanto io sappia lui è sempre stato una persona autonoma". Michele Misseri non aveva istruzione e aveva sempre lavorato pesantemente anche durante il periodo passato da emigrante in Germania. Si è anche detto che avesse usato violenza nei confronti delle figlie.

Da parte sua, la madre di Sarah, Concetta Serrano, continua a chiedere ai familiari "che dicano finalmente la verità", mentre il fratello della vittima, Claudio – che vive in Lombardia ed era più vecchio di dieci anni –, ha dichiarato di non avere rancore verso lo zio, ma di non poterlo perdonare "perché Sarah poteva essere salvata" pur dichiarando di "essere disposto a parlarci se lui lo vorrà", mentre su zia e cugina è drastico: "Non ho cercato vendetta, ma giustizia è fatta: mi hanno lasciato con un enorme vuoto dentro".