Omicidio Sarah Scazzi. Arriva lo sconto di pena. Misseri libero tra un mese

Rivelazioni decisive sul delitto della nipote, poi ritrattò: condannato a 8 anni. Esce per buona condotta e svuotacarceri. La moglie e la figlia all’ergastolo.

Omicidio Sarah Scazzi. Arriva lo sconto di pena. Misseri libero tra un mese

Omicidio Sarah Scazzi. Arriva lo sconto di pena. Misseri libero tra un mese

Grazie alla buona condotta e allo ‘svuota carceri’, Michele Misseri lascerà la cella 400 giorni prima della fine della sua pena. A febbraio ‘zio Michele’, l’uomo accusato nell’estate 2010 di aver gettato in un pozzo il cadavere della nipote 15enne Sarah Scazzi, uccisa per una rivalità amorosa dalla figlia Sabrina (si contendevano il bell’Ivano) con la complicità della moglie Cosima Serrano, uscirà dal carcere. Invece degli 8 anni, a cui era stato condannato per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove, l’agricoltore di Avetrana (Taranto) è restato dietro le sbarre 7 anni scarsi usufruendo degli sconti di pena.

Restano in cella a Taranto, alla pena dell’ergastolo (passata in giudicato), sua moglie e sua figlia, nonostante lui continui ad addossarsi l’omicidio e a ripetere di essere l’assassino della nipotina. Una tesi che non ha mai convinto il pm. Il 22 marzo, Misseri compirà 70 anni e il compleanno dovrebbe festeggiarlo fuori dal carcere di Lecce, portando con sé dubbi e interrogativi di un delitto che ha fatto scalpore. Sarah, studentessa di un istituto alberghiero, scomparve da Avetrana il 26 agosto 2010, dopo essere uscita di casa nel primo pomeriggio. Dopo oltre un mese di vane ricerche e false piste, il 29 settembre venne ritrovato in un campo il suo cellulare semibruciato. Proprio da Misseri. Questo contribuì ad alimentare i sospetti su di lui, che con Cosima, sorella della madre di Sarah, entrambi agricoltori, aveva praticamente cresciuto la ragazzina scomparsa, della quale parlava come di una terza figlia. Il 6 ottobre, alla fine di un interrogatorio di 9 ore, Misseri confessò l’omicidio della nipote asserendo di averla uccisa dopo un tentativo di stupro, e indicando al pm Mariano Buccoliero il luogo dove aveva nascosto il cadavere, un pozzo nelle campagne di Avetrana. Ma si capiva che il suo racconto non era genuino. E nove giorni dopo ritrattò, indicando la figlia come autrice del delitto (aveva soffocato la ‘rivale’ con una cintura) e la moglie come protagonista del sequestro e sua complice nell’omicidio. Dopo gli arresti di Sabrina e Cosima, ‘zio Michele’ prostrato dalla disperazione, si rimangiò anche la seconda confessione sostenendo che a uccidere Sarah era stato lui solo, ma nessuno – fino in Cassazione – gli ha creduto.

"Ripete sempre di essere l’unico responsabile", dice l’avvocato Luca Latanza. Misseri non ha chiesto alcun permesso premio e, dietro le sbarre, ha anche conseguito la licenza media. Il suo difensore aveva presentato un reclamo, lamentando "l’inumanità della detenzione". Misseri non poteva disporre dei 3 metri e mezzo quadrati previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e non aveva né acqua calda né doccia. Fu "risarcito" con uno sconto di 41 giorni.