Venerdì 21 Giugno 2024

Omicidio Mondovì (Cuneo), preso Sacha Chang: è accusato di aver ucciso il padre e un amico di famiglia

Il giovane, affetto da disturbi psichici, era fuggito nei boschi dopo il duplice omicidio. Rintracciato stamane dai carabinieri vicino a una chiesetta. Comandante dell’Arma: “Nessun documento attesta il disagio psichico”

Sacha Chang

Sacha Chang

Roma, 18 agosto 2023 - E' finita la fuga di Sacha Chang, il 21enne di origine olandese, affetto da disturbi psichici, che mercoledì scorso a Montaldo Mondovì ha ucciso il padre e un amico di famiglia a coltellate. I carabinieri lo hanno bloccato nei boschi della zona, dove era fuggito dopo il duplice omicidio.

Sacha Chang si è rifiutato di rispondere alle domande dei tre carabinieri della stazione di Limone Piemonte che lo hanno arrestato. Non era armato e non ha opposto resistenza ed è rimasto in silenzio con lo sguardo perso nel vuoto. Il giovane è in buone condizioni di salute e dopo la caserma sarà poi portato in ospedale a Mondovì per accertamenti medici.

L'omicidio è avvenuto il 16 agosto nel piccolo paese in provincia di Cuneo che conta poco più di 500 abitanti, nella Valle Corsaglia, al confine tra Piemonte e Liguria. Sacha era lì in vacanza con il padre, e insieme ad alcuni amici dal 10 agosto. Il padrone di casa, il 60enne Lambertus Ter Horst, anche lui olandese, aveva invitato Haring Chainfa Chang, 65 anni, e il figlio a trascorrere qualche giorno nella casa acquistata qualche anno fa nel borgo di Montaldo. Ancora da scoprire cosa ha fatto scattare la furia omicida di Chang, che mercoledì, in procinto di rientrare in Olanda, ha afferrato un coltello da cucina e ha ucciso prima il padre e poi l’amico, accorso per separarli, e ferito in maniera grave e morto non appena arrivato in ospedale. Il 21enne invece era subito fuggito nei boschi.

I carabinieri avevano individuato Sacha già ieri: era stato localizzato da un militare nei boschi ma era riuscito a fuggire. Poi questa mattina gli uomini dell'Arma lo hanno bloccato e arrestato.

Il 21enne Sacha Chang
Il 21enne Sacha Chang

Una fuga di 40 ore: era vicino a una chiesa

Dopo 40 ore di fuga le forze dell'ordine hanno trovato Sacha Chang. Il giovane era vicino a una chiesetta nel bosco, in località San Bernardo di Torre Mondovì (Cuneo), a pochi chilometri da dove aveva compiuto il duplice omicidio. Non ha opposto resistenza, ed è rimasto in silenzio. Il ragazzo era ricercato anche da un gruppo di cacciatori, che nelle ultime ore aveva risposto a un appello dei carabinieri. In un video pubblicato da L'Unione Monregalese, Emiliano Negro, presidente di Federcaccia Mondovi', ha raccontato: "Una decina di cacciatori si sono aggiunti in aiuto a una cinquantina di carabinieri. I boschi non avevano zone particolarmente impervie, ma l'area di ricerca era molto estesa, l'abbiamo battuta 'a rastrello' e alla fine il ragazzo è stato trovato, nei pressi di una cappella: probabilmente dormiva".

"Disagio psichico da provare”

Il presunto disagio psichico del 21enne olandese accusato di aver ucciso padre e amico di famiglia che li ospitava, non è attestato da nessun documento emerso finora. Lo ha reso noto Giuseppe Carubia, il comandante provinciale dei carabinieri di Cuneo durante la conferenza stampa. "Non sono stati trovati documenti relativi al suo stato di salute, è un ambito suscettibile di accertamenti" ha spiegato. Il ragazzo olandese, rimasto alla macchia per 40 ore "si trova nell'ospedale di Mondovì dove si sta rigenerando dopo una fuga che l'ha lasciato spossato anche se è in buone condizioni" ha aggiunto Carubia. Poi il comandante ha sottolineato lo sforzo dell'Arma per "ha restituire la cessata serenità alla comunità", con l'impiego nelle ricerche del presunto assassino "di più di 200 carabinieri. Una squadra che ha funzionato".

"L'arma del delitto è un grosso coltello da cucina"

L'omicidio "è avvenuto utilizzando un grosso coltello da cucina", ha confermato Carubia. Gli "elementi che hanno consentito l'emissione del decreto di fermo da parte della Procura della Repubblica di Cuneo" sono stati ricavati, ha spiegato, "dal materiale che abbiamo sequestrato nell'abitazione, dalle sommarie informazioni acquisite dai vicini e dalle persone presenti al momento dell'uccisione dei due uomini e ulteriori altri elementi di natura tecnica". Ed ha aggiunto: "Abbiamo ulteriori indagini in corso per circoscrivere ulteriormente e determinare le circostanze del duplice omicidio e per capire bene anche quali sono state le cause che lo hanno determinato".