Lunedì 20 Maggio 2024

Omicidio di Alice Scagni: "La polizia non ha colpe"

Genova, i giudici archiviano: la 34enne ammazzata dal fratello un evento imprevedibile

Omicidio di Alice Scagni: "La polizia non ha colpe"

Omicidio di Alice Scagni: "La polizia non ha colpe"

GENOVA

L’invio di una volante "non avrebbe potuto impedire" l’omicidio di Alice Scagni, la mamma di 34 anni massacrata a coltellate dal fratello Alberto la sera del Primo maggio 2022 sotto casa a Quinto, perché il delitto era un "evento imprevedibile". E perché non c’erano state denunce precedenti, querele, e le richieste di intervento dei giorni precedenti non erano tra loro collegabili.

Sono queste le motivazioni con le quali il giudice ha archiviato l’inchiesta bis sulle eventuali omissioni e carenze di due poliziotti, in servizio quel giorno alla centrale operativa, e della dottoressa della Salute mentale di Asl3 che aveva preso in carico Alberto. Scagni è stato condannato a 24 anni e sei mesi per l’omicidio ed è stato dichiarato seminfermo. "L’archiviazione era prevista considerati i ripetuti tentativi fin da subito di addossare la colpa ai genitori del mostro – è il commento di Antonella Zarri, mamma di Alice e Alberto –. È stata seguita la linea del comodo pre-giudizio dall’inizio alla fine. Farò di tutto perché in questo Stato si avveri una giustizia meno miope e pilatesca. E si lavori con coscienza anche nei ponti festivi e il Primo maggio", conclude.

Soddisfatti i legali dei due poliziotti. "Era l’unica decisione corretta da prendere –sottolineano –. Il giudice ha fatto una ricostruzione precisa degli avvenimenti di quei giorni". Per il giudice "l’eventuale invio di una pattuglia non avrebbe potuto impedire l’evento posto che gli operanti, a parte il caso di intervento mentre erano in corso le minacce, non avrebbero potuto ricercare lo Scagni, accedere all’abitazione e arrestarlo".

Per quanto riguarda il medico il giudice è stato più duro. "La dottoressa non è rimasta inerte, rifiutando di compiere un atto del suo ufficio, ma ha provveduto in maniera non corretta. Non voleva negare un intervento dovuto, ma ha agito con imperizia e negligenza". Il 16 aprile inizierà il processo d’appello per l’omicidio.