Martedì 28 Maggio 2024

Migranti, barchino affonda a largo di Lampedusa: 1 morto, 34 salvati. Una ventina i dispersi

I superstiti e la salma sono stati trasbordati dal peschereccio che ha effettuato il salvataggio sulla motovedetta della Guardia costiera che li ha portati all’hotspot di Contrada Imbriacola

Un salvataggio di migranti (foto di repertorio)

Un salvataggio di migranti (foto di repertorio)

Roma, 24 aprile 2023 - Un barchino di 7 metri è affondato in area Sar italiana vicino a Lampedusa: un peschereccio ha salvato 34 migranti e recuperato il cadavere di un uomo. I dispersi sarebbero una ventina. Tutti i migranti sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola dove, all'alba, c'erano 1.094 ospiti, a fronte dei poco meno 400 posti disponibili.

Cosa è successo

Secondo quanto ricostruito, un peschereccio, durante la notte, è intervenuto e ha salvato 34 migranti e recuperato il cadavere di un uomo in mare. Il naufragio del barchino di 7 metri è avvenuto in area Sar Italiana. I superstiti e la salma sono stati trasbordati sulla motovedetta Cp319 della Guardia costiera che li ha portati a Lampedusa. Proseguono le ricerche di eventuali dispersi da parte di Capitaneria di porto e Guardia di finanza. I superstiti sono 26 uomini, 8 donne e 6 minori. La barca, secondo le prime informazioni, sarebbe partita alle 21 di sabato da Sfax, in Tunisia. Del gruppo fanno parte persone del Burkina Faso, Camerun, Costa d'Avorio, Guinea, Isole Comore e Sudan. Avrebbero pagato da 500 a 600 euro per la tragica traversata.

È stato un peschereccio tunisino, il "Mohamed Amine”, a soccorrere, prima dell'arrivo della Cp319 i 40 migranti che sono finiti in acqua, in zona Sar italiana, dopo che la loro barca in metallo si è ribaltata ed è affondata. Recuperato anche il cadavere di un giovane che è stato portato alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana dove le bare, di migranti morti a seguito di naufragio, sono salite a sei. Secondo i sopravvissuti, alla partenza da Sfax su quel barchino in metallo di 7 metri c'erano 55 persone. All'appello quindi mancherebbero, stando alle dichiarazioni dei naufraghi, 14 persone. Le ricerche, da parte delle motovedette delle Fiamme gialle e della Guardia costiera, vanno avanti.

34 vittime sulle rive libiche

Un’altra strage del mare si è consumata sulle coste della Libia. In totale i corpi di 34 migranti clandestini, annegati nel tentativo di guadagnare le coste europee, sono stati recuperati sulla sponda occidentale della Libia negli ultimi cinque giorni. Lo ha riferito la Croce Rossa Libica. "Per il secondo giorno consecutivo, dopo la segnalazione del naufragio di una imbarcazione di migranti nei pressi della costa di Sabratha, undici corpi sono stati recuperati e consegnati alle autorità municipali, portando a 34 il bilancio complessivo dei corpi ritrovati", si legge sul profilo Facebook della Crl. I migranti sono naufragati perché il gommone sul quale viaggiavano si è rovesciato non lontano dalla costa di Sabratha, ha spiegato a Afp una fonte di sicurezza della città, secondo cui il numero delle vittime recuperate potrebbe aumentare. "In questo tipo di incidenti, le possibilità di sopravvivenza sono esigue" ha aggiunto spiegando che nessun sos era stato lanciato.