Mattarella, la violenza sulle donne, la Costituzione e la parità di genere: “Italia in ritardo, al 79 posto su 146 nazioni”

Il presidente della Repubblica ha affrontato il tema della condizione femminile, argomento di strettissima attualità, ricevendo al Quirinale una delegazione di partecipanti al "Women Economic Forum”

Roma, 22 novembre 2023 – “Nell'ambito dell'Unione Europea la strategia per la parità di genere in vigore pone l'accento su tre azioni chiave. Richiamo soprattutto quella sullo stop alla violenza sulle donne, ignobile fenomeno tuttora tristemente presente (e sabato ne ricorrerà la Giornata internazionale). Vi si affiancano quelle sulle pari possibilità per il raggiungimento di posizioni di vertice nel mondo del lavoro e in politica e quella per la adozione di una prospettiva di genere in tutte le politiche europee”.

Mattarella, violenza donne fenomeno ignobile ancora presente
Mattarella, violenza donne fenomeno ignobile ancora presente

Lo ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale una delegazione di partecipanti al "Women Economic Forum”.

"La Costituzione della Repubblica Italiana ha affermato, con decisione, il principio della parità tra donne e uomini, con particolare sottolineatura –  all'articolo 37 –  della necessità di tutela dell'impegno di lavoro delle donne e, insieme, della maternità. La questione della compiuta parità è entrata, a buon diritto, tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 delle Nazioni Unite. Malgrado queste solenni indicazioni è un percorso sempre arduo”, ha aggiunto Mattarella.

"Uno strumento varato in Italia nel 2021 – ha proseguito il Presidente della Repubblica –, per affrontare le conseguenze sociali ed economiche della pandemia da COVID-19 – il Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha previsto interventi, sia sul terreno degli investimenti, sia della promozione di norme giuridiche, in favore della parità di genere, insieme alla riduzione delle disuguaglianze intergenerazionali e territoriali”.

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"Oggi, secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, l'Italia si colloca al 79° posto dell'indice su 146 nazioni prese in esame (era 63° nel 2022). L'indice dell'European Institute for Gender Equality, invece, assegna all'Italia, nell'Unione Europea, un valore –  ha aggiunto il capo dello Stato – di 65 su 100, ovvero 3,6 punti al di sotto della media UE. L'ambiziosa strategia del PNRR si propone di aumentare di cinque punti, entro il 2026, la posizione nella classifica elaborata da questo istituto. Anche per questo è decisivo che il Piano trovi compiuta attuazione. Tutti gli indici presentano fragilità e, opportunamente, quelli presi in esame registrano – ed enfatizzano positivamente – l'incremento in quelle aree geografiche che sono partite da risultati peggiori”.

"Nulla sarebbe possibile, tuttavia, senza un impegno diretto delle donne. Quell'impegno che ne ha suscitato leader nelle rispettive comunità e ha permesso straordinari cambiamenti sociali. Il vostro trovarvi insieme, costituendo una rete, un network, testimonia la presa di coscienza di come l'elemento femminile rappresenti una grande energia. Vi unisce –  e vi riguarda –  la vostra espressa multilateralità, la vocazione all'apertura, all'ascolto, al lavorare insieme. Non a caso, per indicare il processo di crescita che si realizza, si utilizza l'espressione emporwement: consapevolezza di essere una forza, di possedere risorse di sapienza, di avere capacità dì efficacia. Emporwement è un motore di crescita dell'intera società; e l'impegno, le lotte delle donne – soggetto plurale della storia, è stato giustamente osservato – coincidono con l'avanzamento delle battaglie più significative. Si pensi a quella per la conservazione delle risorse ambientali, essenziali per garantire il futuro. Chi vi ha sensibilità maggiore di quella delle donne? Tra pochi giorni si aprirà la Cop 28 di Dubai e sono certo che le organizzazioni femminili sapranno farvi udire la loro voce”.