Domenica 23 Giugno 2024
MARCO BILANCIONI
Cronaca

Mattarella a Forlì: "La scuola vince il degrado. Non isolare i migranti, sono un grande potenziale"

Il presidente all’inaugurazione dell’anno scolastico nelle zone alluvionate. Ha elogiato gli studenti che a maggio arrivarono da tutta Italia per spalare il fango. "L’abbandono va sconfitto". Poi il riferimento all’emergenza sbarchi.

Mattarella a Forlì: "La scuola vince il degrado. Non isolare i migranti, sono un grande potenziale"

Mattarella a Forlì: "La scuola vince il degrado. Non isolare i migranti, sono un grande potenziale"

"Dobbiamo combattere con sempre maggior determinazione l’abbandono scolastico. Perché la scuola è la prima e più importante risposta al degrado". Le parole del capo dello Stato Sergio Mattarella sono risuonate forti, sul grande palco montato nel capo sportivo che l’istituto tecnico Saffi-Alberti condivide con altre scuole del Centro studi di Forlì. Mille ragazzi in platea, da tutta Italia, lo hanno ripetutamente applaudito. Quello del presidente è stato un appello all’inclusione, "obiettivo di importanza decisiva".

Ha sottolineato, citando la Costituzione, che "la scuola è per tutti e di tutti. Non tollera esclusioni, marginalizzazioni, differenze, divari. Ne verrebbe – e, talvolta, ne viene – deformata". Ha accennato prima ai "giovani portatori di disabilità": "Molti passi sono stati fatti negli ultimi decenni, grazie anche allo straordinario lavoro degli insegnanti di sostegno". Poi ha sottolineato la presenza, in Italia, "di circa 800mila studenti, migranti o figli di migranti. Un decimo degli iscritti. Studiano da italiani, apprendono la nostra cultura e i nostri valori, e possono costituire un grande potenziale per il Paese. Dal loro positivo inserimento può dipendere parte importante del futuro dell’Italia". A quel punto Mattarella è entrato nel cuore del suo ragionamento, perché "anche per condizioni di povertà" capita che i migranti "siano esposti più di altri a ritardi o abbandoni scolastici". Da qui il discorso si è allargato a tutti i giovani: "Non si cresce con il necessario spirito civico nell’isolamento. La separazione produce rischi gravemente insidiosi per l’intera società. Dobbiamo scongiurare il rischio di giovani che, crescendo al di fuori dei canali scolastici, traducano la loro marginalizzazione in rifiuto della convivenza o come impulso alla ribellione".

Ha citato dalle pagine di cronaca "rapine, omicidi, risse tra bande giovanili, intollerabili violenze e molestie ai danni delle ragazze, inaccettabili episodi di bullismo", convinto tuttavia che "la scuola è la prima e la più importante risposta al degrado. È la buona scuola lo strumento più efficace e prezioso di cui la Repubblica dispone per creare e diffondere tra giovani generazioni una cultura della legalità, della convivenza, del rispetto".

Mattarella ha fatto, in apertura, l’esempio della Romagna. Dove, con l’eccezione dei paesi colpiti ieri dal terremoto, la scuola è ripresa regolarmente nonostante la "devastante alluvione". E ha citato proprio i tanti studenti che, da tutta Italia, "con pale, scope e secchi", sono stati "preziosi nella lotta contro il fango e nel manifestare cultura della solidarietà".