Venerdì 12 Aprile 2024

Love story in Comune. L’assessora si dimette . E scrive a Meloni: ci tuteli

Il caso a Terricciola, ha partorito una bimba dopo essere entrata in giunta. Scontro con la minoranza. Il sindaco-compagno è pronto a ridarle le deleghe.

Love story in Comune. L’assessora si dimette . E scrive a Meloni: ci tuteli

L’assessore e il sindaco di Terricciola, nel Pisano: Giulia Bandecchi e Mirko Bini

TERRICIOLA (Pisa)

Sindaco e assessora stanno insieme e hanno una figlia. Una non notizia per i circa 4.400 abitanti di Terricciola, piccolo borgo dell’alta Valdera conosciuto per il vino e le fragole. Eppure a tre mesi dalle elezioni amministrative la natura della relazione di due componenti della giunta diventa l’oggetto di un esposto alla prefettura da parte dell’opposizione e di un’interrogazione parlamentare poi ritirata. A ripercorrere la vicenda è la protagonista femminile Giulia Bandecchi, assessora con delega all’urbanistica e ai lavori pubblici fino a pochi giorni fa quando ha deciso di dimettersi. Dimissioni che saranno discusse lunedì prossimo in un consiglio comunale straordinario. Ma il sindaco Mirko Bini, attuale compagno della Bandecchi, ha già fatto sapere che nominerà una nuova assessora. E si mormora che sarà di nuovo lei, la sua compagna. Un gesto che sa tanto di sfida.

"Ricopro il ruolo di assessore dal 2019 anno in cui sono stata eletta dai cittadini e successivamente nominata dal sindaco, con il quale non avevo nessuna relazione, per far parte della giunta. Lunedì mi è stata recapitata un’interrogazione parlamentare firmata dall’onorevole Michelotti di Fratelli d’Italia, dove (in modo errato) si riporta che io sia sia in coniugio o affine al sindaco della giunta di cui faccio parte. E quindi incompatibile a ricoprire il ruolo di assessore, questo perché abbiamo in comune una figlia nata a ottobre 2022, successivamente alla mia nomina".

Perché secondo lei la vicende è emersa soltanto oggi?

"Un mero attacco politico che strumentalizza la mia condizione di donna e mamma che ha un ruolo politico: si tira in ballo una bambina di quasi 18 mesi, in vista delle elezioni amministrative. Durante la gravidanza e anche dopo la nascita non ho mai nascosto la presenza di mia figlia, anzi, l’ho portata con me anche in alcuni consigli comunali durante il periodo dell’allattamento".

Motivi che l’hanno spinta anche a scrivere alla premier Giorgia Meloni, cosa le ha chiesto?

"Di fare chiarezza e tutelare di più il ruolo della donne che rappresentano le istituzioni per far sì che non siano motivo di attacchi strumentali senza fondamento. Spero che quello che è accaduto a noi possa essere l’occasione per chiarire meglio alcuni aspetti legali per evitare che in futuro si creino situazioni ambigue".

Perché non avete fatto un passo indietro quando è nata la bambina?

"Premesso che io e il sindaco non abbiamo nessun vincolo di coniugio o affinità ho portato avanti il mio operato mettendo a disposizione le mie competenze per poter amministrare al meglio il territorio dove vivo, affiancandolo al mio ruolo di madre, che non ritengo invalidi la possibilità di svolgerlo al meglio. Ci siamo confrontati con il resto della giunta e con il segretario comunale, potevamo rimanere in carica e io ci tenevo a farlo soprattutto per portare a termine il lavoro che stavo svolgendo: il nuovo piano operativo".