Lunedì 24 Giugno 2024
GIULIA PROSPERETTI
Cronaca

L’influenza in anticipo Ospedali presi d’assalto e poco filtro sul territorio La sanità va di nuovo in tilt

Già 2,5 milioni gli italiani che si sono ammalati: colpiti soprattutto i bambini sotto i 5 anni. Anelli, presidente dell’Ordine: "Dobbiamo fare tutto da soli". Bassetti: "Vaccinarsi"

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di Giulia Prosperetti

"Sono esasperato. Abbiamo 400 accessi al pronto soccorso tutti i giorni di cui la metà potrebbero essere evitati con le vaccinazioni". È lo sfogo di Alberto Villani, responsabile dell’Unità operativa complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Il picco dell’influenza nei bambini sta determinando una situazione di crisi nei pronto soccorso degli ospedali?

"Lo confermo con molta amarezza perché noi ogni anno preghiamo, supplichiamo, di vaccinare i bambini. Suppliche e preghiere inascoltate".

Qual è la situazione al Bambin Gesù? I genitori parlano di file interminabili fuori dall’ospedale.

"È così. La media era di 250 accessi al giorno e ora siamo arrivati a 400. Con questi numeri si va dalle tre alle cinque ore di fila. Ma queste stesse persone preoccupate e agitate perché aspettano ore in pronto soccorso, in ospedale non ci sarebbero andate se si fossero vaccinate e avessero vaccinato i loro figli. E a farne le spese sono anche i bambini che hanno problemi che non dipendono dalla mancata vaccinazione. Si deve capire che l’influenza è una patologia importante. È così preoccupante che porti tuo figlio al pronto soccorso ma non abbastanza da vaccinarlo per prevenirla? Non riesco a trovare una spiegazione razionale".

Nel caso di bambini con l’influenza e febbre alta è sempre necessario andare al pronto soccorso o basterebbe un filtro più efficiente da parte dei medici di famiglia?

"Questo è un modo diverso di porre il problema. Il punto, torno a ribadirlo, è che se fossero vaccinati non arriverebbero al pronto soccorso. È vero che, per fortuna, la gran parte dei bambini che arrivano possono essere rimandati a casa, ma nei bambini piccoli l’influenza può essere un problema serio, possono anche finire in rianimazione".

Per far fronte all’emergenza è, dunque, necessaria una vaccinazione di massa? O è troppo tardi?

"Si è ancora in tempo per farlo. Come consiglia il ministero della Salute bisogna correre a vaccinare i bambini a partire dai sei mesi. Chi ha bambini più piccoli deve creare una rete di protezione intorno a loro: si devono vaccinare genitori, nonni, baby sitter, aiuti in casa, maestre, educatrici di infanzia, tutti. Il vaccino costa poco e in moltissime Regioni l’offerta è gratuita. Altrimenti bisogna rassegnarsi al fatto che ci si ammalerà, ci sarà la febbre a 40 che può durare 3 giorni, ci possono essere disturbi respiratori, gastrointestinali. E l’influenza non ha una cura, è una malattia virale".

Cosa risponde a chi dice che l’influenza si può contrarre anche se si è vaccinati?

"È vero ma si contrae in una forma più lieve che non fa finire al pronto soccorso. Per fermare i contagi è, inoltre, importante il lavaggio delle mani e l’utilizzo della mascherina se si hanno sintomi come il raffreddore".