Giovedì 18 Aprile 2024

L’infettivologo: è allerta dengue: "Il virus circola anche in Italia. La cura non c’è, fare prevenzione"

Falcone (consigliere Simit): malattie tropicali in crescita, l’umidità e le zanzare creano un mix terribile. Milioni di casi in Sudamerica, il nostro governo invita le Regioni a tenere alta la guardia con disinfestazioni.

Malpelo

Dengue, un fulmine a ciel sereno che ci insegue con le zanzare. Una piaga che in Brasile ha determinato tre milioni di contagi, un migliaio di morti accertate, considerata alla stregua di una pandemia. Marco Falcone, ordinario di Malattie infettive all’università di Pisa, consigliere nazionale Simit, spiega come affrontare l’emergenza, secondo i criteri indicati da una circolare del ministero della Salute.

Professore, ’l’European climate risk assessment’ ha messo in guardia su quanto sta accadendo con le nuove epidemie, quali sono i motivi di preoccupazione?

"Si sta verificando una situazione senza precedenti: su 300 casi di dengue segnalati in Italia negli ultimi 12 mesi, legati a persone che rientravano dall’estero, abbiamo 80 casi autoctoni, cioè persone che hanno contratto il virus in Italia".

Questa infezione era confinata in Africa, trasmessa dalla aedes aegypti, lo stesso che diffonde la febbre gialla. Ora?

"La dengue inizia a circolare anche con la zanzara tigre, in Europa, complice un clima caldo umido con temperature medie sopra i 15 gradi, senza più i classici rigori invernali. Posso citare allo stesso modo West Nile (più di 70 casi gravi solo in Veneto), chikungunya, zika... Ormai dobbiamo parlare più in generale di arbovirosi, malattie tropicali trasmesse da flebotomi, zanzare e zecche, decisamente in crescita. Un tempo le zanzare scomparivano in autunno, adesso pungono tutto l’anno".

Quali i pericoli con la dengue?

"La prima infezione, nella stragrande maggioranza dei casi, decorre come una comune forma influenzale. I problemi insorgono quando le zanzare ti pungono di nuovo. Quando la dengue insorge per la seconda volta, per un effetto-paradosso si complica con emorragie, encefalite, un quadro molto grave, talvolta anche mortale".

Come difenderci?

"Manca una terapia specifica, abbiamo solo sintomatici, ma si può fare prevenzione, disinfestazioni e disinsettazioni. Esiste poi un vaccino tetravalente (TAK-003, approvato in ottobre dall’Aifa, ndr), raccomandato dai 4 anni in su a quanti sono già positivi al virus dengue, e come profilassi nelle persone che viaggiano in aree endemiche. Questo vaccino riduce del 65% il rischio infezione e nell’80% dei casi previene l’ospedalizzazione".

Quali i sintomi iniziali nei casi lievi?

"Dolori articolari e muscolari, febbre, una sensazione di stanchezza, la caratteristica sindrome virale. Andare subito in pronto soccorso è sconsigliato, sempre bene rivolgersi prima al medico di famiglia".

Come si muovono le autorità sanitarie?

"L’allerta dengue in America Latina, con focolai in altre fasce tropicali del resto del mondo, ha fatto scattare in Italia la macchina dei controlli alle frontiere, per evitare il propagarsi degli insetti. In Europa al momento i casi sono relativamente circoscritti, tecnicamente sarebbe improprio parlare di pandemia, ma sono già numeri importanti per un virus che ormai circola a livello globale. Un documento ministeriale invita le regioni a tenere alta la guardia e prescrive cautele, campagne di sensibilizzazione, bonifiche e altro".