Martedì 16 Aprile 2024

Le sfide dell’Università: "Costruiamo il futuro puntando anche sull’intelligenza artificiale"

Dal 20 al 22 marzo la settima edizione di Didacta alla Fortezza da Basso. Tra i padiglioni uno spazio dedicato agli Atenei. La rettrice di Firenze, Petrucci:. "Sarà presente il 50% delle facoltà. Ragioniamo uniti per una visione più ampia".

Le sfide  dell’Università: "Costruiamo il futuro puntando  anche sull’intelligenza artificiale"

Le sfide dell’Università: "Costruiamo il futuro puntando anche sull’intelligenza artificiale"

di Manuela Plastina

FIRENZE

"La formazione va costruita insieme, per ordini e gradi, dai piccolissimi fino ai giovani adulti. Finora scuola e università si conoscono poco: possiamo e dobbiamo lavorare insieme per una visione più ampia con al centro lo studente e le opportunità formative". La rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci vede nella nuova "Area Università" di Didacta Italia, la fiera dell’innovazione nella scuola, una grande opportunità per aprire un rinnovato dialogo sia tra il mondo scolastico e universitario che tra gli Atenei. E per conoscerci meglio reciprocamente.

Rettrice, come Ateneo della città ospite di Didacta, avete avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione di questo nuovo spin off universitario.

"Ha richiesto uno sforzo organizzativo importante, ma siamo stati facilitati dall’avere già una forte propensione alla didattica innovativa, per la quale siamo ai vertici in Italia. Da quando sono rettrice, abbiamo anche un’apposita delegata all’innovazione che mantiene i rapporti con gli altri Atenei. Questo ci ha permesso di far partire subito un lavoro di rete: non a caso quasi il 50% delle Università italiane sarà presente alla fiera di Firenze. Una vetrina per tutti e una grande occasione per conoscere".

Quanto è importante la didattica innovativa?

"Fondamentale per stare al passo coi tempi. I nuovi strumenti della didattica immissiva o dell’intelligenza artificiale applicata al mondo della formazione, sono un’opportunità della quale non dobbiamo avere paura. Fondamentale poi lavorare sullo sviluppo di soft skills per la crescita personale e professionale degli studenti, ma anche di sviluppo della formazione del docente per la ricerca e la leadership accademica. Son tutti argomenti che affronteremo nelle 18 slot di Area Università a Didacta che ci permettono di essere vero motore della didattica".

C’è collaborazione tra Atenei e culture diverse?

"C’è, ma può solo migliorare. Ritrovarsi in tanti a questo evento è proprio un’occasione per conoscerci, come tante ce ne dovrebbero essere. Vedo una grande opportunità nello strumento voluto dal ministro Bernini definito l’"Erasmus italiano", possibilità di fare mobilità interna con borse di studio messe a disposizione dal governo. Permettere agli studenti di spostarsi per periodi ristretti tra Atenei di tutta Italia, di andare dal nord al sud e viceversa seguendo le proprie passioni e conoscendo metodi formativi e territori diversi. È interessante per facilitare la possibilità di costruire percorsi specifici e innovativi, fruendo di insegnamenti diversi in regioni diverse, con un’offerta formativa concreta e aperta".

Didacta per la prima volta unirà il mondo della scuola con quello dell’Università. Se ne sentiva il bisogno?

"L’essere sotto due ministeri diversi non facilita il dialogo, che invece è fondamentale. Ci rendiamo conto di non essere sufficientemente conosciuti dal mondo della scuola superiore di secondo grado. Spesso nell’immaginario dei docenti delle superiori, restiamo dei polverosi esseri che girano in aule austere. Non è così, ovviamente, anzi, siamo il motore dell’innovazione per la didattica e siamo pronti a condividerlo. A Didacta saranno presenti molti colleghi anche di giovane età: contiamo possa esserci in questa occasione una contaminazione positiva tra questi due mondi che devono collaborare, dialogare e sostenersi vicendevolmente in maniera proattiva, in nome di un corretto orientamento con al centro lo studente e il suo futuro nel mondo del lavoro".