Lunedì 27 Maggio 2024
PAOLA PIOPPI
Cronaca

Le morti dietro le sbarre. Si uccide con il gas: 32 vittime da inizio anno. Sit-in al Palazzo di Giustizia

Como, il 32enne era evaso dall’ospedale dopo il furto di un Rolex e un agente finì in coma. Aveva tentato di farla finita un mese fa. A Milano letti i nomi dei detenuti suicidi. .

Le morti dietro le sbarre. Si uccide con il gas: 32 vittime da inizio anno. Sit-in al Palazzo di Giustizia

Le morti dietro le sbarre. Si uccide con il gas: 32 vittime da inizio anno. Sit-in al Palazzo di Giustizia

Nazim Mordjane, palestinese di 32 anni, era detenuto al Bassone da ottobre. Evaso a Milano a settembre, rintracciato in Svizzera due settimane dopo, estradato in Italia. Mercoledì sera poco dopo le 21, mentre il compagno di cella era assopito, è andato in bagno e ha respirato il gas del fornelletto che aveva in uso, togliendosi la vita. Quando l’altro detenuto se ne è accorto e ha chiamato gli agenti di polizia penitenziaria, non si poteva fare più nulla per salvarlo. Già un mese fa Mordjane aveva tentato di togliersi la vita, ed era finito in Rianimazione per alcuni giorni, ma poi si era completamente ripreso. Detenuto per il furto di un Rolex, in carcere a Como era arrivato dopo essere evaso dall’ospedale San Paolo di Milano a settembre, quando un agente di polizia penitenziaria che lo inseguiva era caduto battendo la testa, ed rimasto in coma per alcuni giorni. Era stato rintracciato a Ginevra a inizio ottobre e portato a Como, il carcere di riferimento per le estradizioni dalla Svizzera.

Ora il magistrato di turno della Procura di Como deciderà se disporre l’autopsia, ma su ciò che è accaduto la scorsa notte, ci sono pochi dubbi. Si tratta del trentaduesimo detenuto suicida in carcere da inizio anno e la sua morte ha riaperto e ulteriormente rafforzato un dibattito sempre più urgente, sulle tante persone che quotidianamente si provocano atti di grave autolesionismo in carcere, spesso con esito irreversibile. Poche settimane dopo l’intervento del Presidente Sergio Mattarella, "sui suicidi in carcere servono interventi urgenti", ieri a Milano, il Garante comunale dei detenuti Francesco Maisto e gli avvocati della Camera penale si sono dati appuntamento sulla scalinata del Palazzo di giustizia, dove hanno scandito i nomi delle persone che si sono tolte la vita dietro le sbarre: 31 dall’inizio dell’anno, a cui si è aggiunto il nome di Nazim Mordjane. L’iniziativa è stata voluta per ricordare le "troppe vittime" della vita carceraria, ma anche per ricordare gli agenti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita nell’ultimo anno.

"Nonostante le ripetute denunce sulla tragica situazione delle carceri italiane – ha detto il direttivo della Camera penale di Milano - la conta dei suicidi è divenuta una sorta di macabra liturgia, un numero che subisce un inarrestabile e tragico aggiornamento, quasi quotidiano. Il record, quello di 84 suicidi in un anno, registrato nel 2022, sarà di questo passo abbondantemente superato. Quelle morti non sono un destino ineluttabile, ma rappresentano la conseguenza di un sistema, quello penitenziario e più in generale della giustizia penale, su cui pesano precise scelte politiche". Una manifestazione congiunta per sottolineare che "deve immediatamente cessare la situazione di sovraffollamento, attraverso l’adozione di provvedimenti urgenti o con l’approvazione rapida della proposta di legge in materia di liberazione anticipata speciale. Si torni a parlare di amnistia e indulto, provvedimenti sani per l’equilibrio del sistema penale, che mancano congiuntamente dal 1990. Si ripensi il senso della pena, si valutino scelte diverse e ragionate. Ma innanzitutto si faccia cessare immediatamente l’illegalità dell’attuale situazione detentiva".