Giovedì 13 Giugno 2024
PAOLO ROSATO
Cronaca

Le due Schlein Elly e Susanna, sorelle con grinta "Mai avere paura"

Divise tra politica e diplomazia, hanno un rapporto speciale. La deputata: "Ci siamo sentite subito, è stata lei a darmi la forza". Nate in Svizzera, buoni studi e grande determinazione

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di Paolo Rosato

"Io e mia sorella ci siamo sentite, è stata lei a darmi la forza di venire stasera, mi ha detto: ‘Non dobbiamo avere paura’". È tutto in queste parole, dette con un filo di commozione, quel rapporto speciale tra Elly e Susanna Schlein. La prima, la più piccola, una donna di lotta che vorrebbe rovesciare il mondo di uomini del Partito Democratico. La seconda, la più grande, una donna di governo che nella notte tra giovedì e venerdì ha subìto un brutale e vile attentato: una sua auto è stata data alle fiamme ad Atene e un’altra macchina di sua proprietà, proprio sotto casa sua nella capitale greca, è quasi saltata in aria. Ma, fortunatamente, la seconda molotov è rimasta inesplosa. Questo particolare è stato sottolineato ieri sera da Elly nella trasmissione televisiva ’Otto e mezzo’, su La7. La fatalità, un brivido a distanza che tra sorelle è diventato subito un abbraccio.

"Per fortuna stanno tutti bene ma poteva andare diversamente: la seconda molotov era sotto casa e metteva a rischio la vita dei miei nipoti – ha raccontato Elly a Lilli Gruber, l’attentato è forse di matrice anarchica –. Grazie a tutti quelli che ci hanno espresso vicinanza, al governo e a tutti i miei colleghi. Mia sorella ha deciso di tornare subito al lavoro, anche io ho voluto fare lo stesso e mi fa pensare a tutti quei funzionari pubblici che svolgono il loro lavoro e per questo diventano un bersaglio". Insomma, la famiglia Schlein prosegue a testa altissima, e questo incedere fiero per andarsi a prendere doveri e responsabilità è un po’ la cifra delle due sorelle. Un legame speciale, ma due storie molto diverse fatte di ostinazione. Elly, la politica, nasce a Lugano nel 1985 (Susanna, stesso luogo, di anni ne ha 44), si laurea in Giurisprudenza a Bologna e poi dà subito un colore al suo futuro: campagna pro Obama negli States nel 2008 e militanza del Pd sempre con il fuoco sulla sedia, dalla campagna ’occupyPd’ post siluramento di Prodi dalla corsa al Colle al sostegno di Civati alle primarie del 2013. Poi Renzi, il dissidio, l’uscita dal partito dei maschi, l’autoesilio (geografico, politicamente non è stata mai ferma) al Parlamento europeo prima di tornare con l’exploit alle Regionali emiliano-romagnole, l’anticamera per l’approdo in Parlamento, dall’occupazione mancata alla porta principale. Studiosa e pervicace come lei è stata Susanna. Lotta e governo, divise per quello, ma non nell’ostinazione di cui sopra.

Elly sta per candidarsi nel Tranello del Diavolo del Congresso dem ("Vado avanti, sono di sinistra, femminista ed ecologista, e non c’è il rischio scissione "), Susanna è un ufficiale diplomatico tra i vortici del Mediterraneo. Pareggiano nel chiodo fisso di chi vuole lavorare al fronte.

Chi le conosce non scuce particolari dettagli sul passato, ma l’impronta è chiara: si è fatta strada con l’impegno sui libri e sfruttando la possibilità di girare il mondo. La famiglia è benestante è di nobili avi: da parte di madre (Maria Paola, ordinaria di Diritto Pubblico) sono nipoti dell’avvocato antifascista Agostino Viviani, che fu senatore del Psi. Il fratello è il matematico Benjamin Schlein, mentre il padre Melvin è un politologo e accademico statunitense d’origine ebraica aschenazita. Ottimi esempi, basi solide, e Susanna scala posizioni: laurea in Relazioni internazionali a Pavia, nel 2003 vince il premio per la migliore laureata dell’anno, oltre al concorso diplomatico. E subito dopo è addetta all’Ufficio Ocse alla Farnesina. Per tre anni è stata console a Saarbrücken in Germania, successivamente in Albania, poi torna a Roma alla Farnesina. Tra il 2017 il 2021 è inoltre consigliere sociale e consolare a Berlino, infine oggi è primo consigliere dell’ambasciata italiana in Grecia. "Non dobbiamo avere paura". Domani Elly lancerà la corsa al Nazareno, con il sorriso di chi sa che la sorella sta bene.