Venerdì 12 Aprile 2024

L’arte di arrangiarsi. Dai dolci ai concerti per l’autofinanziamento

C’è chi prepara nell’attività del dopo scuola ‘manicaretti’ da rivendere e chi organizza serate a offerta, con l’incasso da destinare ai viaggi d’istruzione.

L’arte di arrangiarsi. Dai dolci ai concerti per l’autofinanziamento

Rocco Papaleo, 65 anni, nel film «La scuola più bella del mondo» (2014) per la regia di Luca Miniero

C’è chi protesta, chi occupa i corridoi delle scuole, chi scrive ai giornali e chi decide di far ricorso a una qualità tutta italiana, un talento che ci contraddistingue da sempre: la cara vecchia ‘arte di arrangiarsi’, come recita il film del 1954 con Alberto Sordi. Davanti a un caro-gite scolastiche sempre più insostenibile, soprattutto per le famiglie con più figli in età scolare, le soluzioni escogitate per evitare che gli studenti rinuncino a partire sconfinano nella più spiccata creatività. Merito degli studenti, che non di rado si organizzano con crowdfunding (letteralmente, ‘raccolte fondi’), più o meno ufficiali, per racimolare del denaro aggiuntivo; merito degli istituti, alcuni dei quali si stanno specializzando nell’adozione di strategie ‘low cost’ per fronteggiare, in particolare, l’aumento esorbitante dei prezzi dei voli.

Tra questi c’è il liceo ‘Sesto Properzio’ di Assisi: racconta la dirigente scolastica, Francesca Alunni, che "sono state le stesse agenzie viaggi a suggerirci alcuni accorgimenti per tagliare i costi. Ad esempio, dividere i grandi gruppi, facendoli partire da più aeroporti diversi, scegliere hotel più decentrati e voli in orari meno ‘comodi’, come la mattina presto o in tarda serata. Qualche disagio in più per noi, meno costi per le famiglie".

Sì, perché l’impatto del ‘bonus gite’ lanciato dal governo è, a detta della dirigente e degli stessi docenti, assai trascurabile: "chi ha un Isee da 5mila euro in giù – il requisito richiesto per ottenere il beneficio – probabilmente deve preoccuparsi di ben altro che di mandare o meno i propri figli in gita scolastica".

Oltre ai fondi di solidarietà eventualmente accantonati dagli istituti, a inizio anno, per andare incontro a situazioni di disagio, ci sono anche quelli accumulati, spontaneamente, dai genitori - che decidono di autotassarsi per sostenere le famiglie meno abbienti - e quelli creati grazie alle iniziative degli alunni stessi. È finita sotto i riflettori, nelle scorse settimane, la vendita di tortellini fatti in casa per cofinanziare il viaggio d’istruzione in Finlandia della classe 5G del liceo ‘Laura Bassi’ di Bologna. Un’idea che ricorda le ‘bancarelle del dolce’ e le ‘serate danzanti’ promosse, a detta di Paolo Damante (del noto portale web ‘Orizzontescuola.it’), fin dagli anni Ottanta. "Il problema delle gite scolastiche troppo care è sempre esistito – dichiara – ma dopo il Covid la situazione è peggiorata, soprattutto a causa dei rincari su voli e pernottamenti. Gli studenti si organizzano come possono, spaziando dalle merende a base di dolci preparati in famiglia alle serate musicali, condite da esibizioni tenute dagli stessi ragazzi, a fronte di un biglietto d’ingresso".