Domenica 26 Maggio 2024

L’anziano e il cliente del bar "Si sono avventati su di lui" Il gesto eroico, poi il sangue

Il racconto choc di chi era per strada in quel momento: non hanno esisato a intervenire. I timori dei residenti: "Una doccia fredda, questa zona stava tornando più sicura"

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MILANO

"È un mio vicino di casa, vive qui con la moglie: lo incrocio spesso per le scale". Marco è ancora sotto choc per quanto accaduto: ha appena saputo quello che è successo qualche minuto prima sotto casa sua, ma le prime parole sono comunque per il gesto di eroismo di Carlo B., 68 anni, che ieri sera si è trovato catapultato all’improvviso in un tentativo di rapina e ha cercato di difendere la vittima. Inizialmente le sue condizioni sembravano molto gravi, non per la ferita alla spalla provocata dal coltellino del malvivente, bensì per il colpo in testa preso nella caduta successiva alla colluttazione. Per fortuna, col passare dei minuti, i bollettini medici hanno rassicutato sulle sue condizioni ed escluso il pericolo di vita. Stando a quanto ricostruito finora, Carlo è uscito dallo stabile al civico 27 di viale Brianza nel momento in cui il giovane nordafricano, poi bloccato dalla polizia, stava aggredendo una ragazza di 23 anni che era sul marciapiedi insieme al fidanzato. Le prime testimonianze raccontano che il 68enne ha provato a proteggere la giovane, ma è stato colpito a una spalla dal rapinatore. Poi la caduta e il colpo alla testa, che ha fatto temere in un primo momento per le sue condizioni.

Non è stato l’unico a intervenire ieri sera a due passi dalla Stazione Centrale, dando dimostrazione di grande senso civico. Oltre al fidanzato della 23enne, che è stato a sua volta colpito al torace con lo stesso coltellino e che è stato trasportato in codice giallo al Policlinico, c’è un’altra persona che non ha esitato a correre in soccorso degli aggrediti: un uomo di 57 anni, che stava bevendo una birra ai tavolini esterni del bar all’angolo con via Macchi. Anche lui si è precipitato sul marciapiedi di viale Brianza per tentare di bloccare il nordafricano: è stato colpito al braccio, in maniera non preoccupante. "È venuto qui a chiedermi di chiamare il 112 – racconta il titolare del bar –. Aveva uno squarcio sul giubbotto e perdeva sangue".

La raffica di raid ha inevitabilmente riacceso i fari su’area storicamente problematica e creato allarme tra i residenti. "Una doccia fredda", riflette Loris Reale, presidente del comitato Cap 125 che raccoglie abitanti e commercianti della zona. Reale è anche presidente del comitato Parcheggi Sammartini 31 e ha visto la zona cambiare volto, "in meglio – dice – con giardinetti che prima non esistevano e un’attenzione agli spazi comuni che prima non c’era". A maggior ragione in un’area difficile come quella attorno alla stazione, dove gli episodi di criminalità non mancano mai, dove nessuno si stupisce di incrociare una persona in preda ai fumi dell’alcol o disperati. "Siamo a un passo dalla Centrale e sappiamo quanto sia problematica – riflette Reale –. Ma rari, e fortunatamente, sono gli episodi di questa portata. Un personaggio che rapina e accoltella passanti è un cane sciolto che purtroppo potrebbe trovarsi in qualsiasi quartiere. A Milano non è la prima volta che accadono fatti del genere. Ma bollare la zona come "pericolosa" può solo peggiorare le cose. Questa di oggi pomeriggio (ieri, ndr) è un’azione gravissima, ma resta un fatto isolato. L’ultimo fatto grave era capitato a ottobre del 2020".

Si riferisce all’omicidio della novantenne Fernanda Cocchi, ex sarta uccisa nella sua casa di via Ponte Seveso da Mario Abraham Calero Ramirez, 44enne peruviano, e dal 22enne ecuadoriano Carlos Gabriel Velasco, che la uccisero a colpi di ferro da stiro scagliato in testa per portarsi via 40 euro, due collane e un anello subito rivenduti a un compro oro in cambio di 300 euro. Altro precedente, quello tra il 26 e il 27 aprile 2018: in via Settembrini era stato ucciso Samsul Haque Swapan, bengalese di 23 anni che ebbe la sfortuna di incrociare le persone sbagliate mentre rientrava a casa dopo il lavoro in un bar di via Dante. Vittima dei folli raid di Abderahim Anass e Saad Otmani, due marocchini irregolari e con precedenti che con rapine a raffica in cinque ore avevano seminato una scia di morte e sangue tra Cinisello e Milano. Una serie sinistramente simile a quella di ieri.

Nicola Palma

Marianna Vazzana