Giovedì 18 Aprile 2024

L’anno nero degli incidenti: "Un’ecatombe di giovani". Il ministro: come in guerra

Piantedosi e la stretta del governo: oltre ai controlli serve più prudenza "Gli schianti in auto sono la prima causa di morte tra i ragazzi dai 18 ai 24 anni".

"Bollettino di guerra", lo definisce il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi. "Le cifre intollerabili" della mattanza quotidiana sulle strade italiane rimbombano alla Camera, nel convegno ’Strategie e strumenti per la sicurezza stradale della mobilità’. "Gli incidenti stradali uccidono più giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni rispetto a qualsiasi altra causa possibile di morte. Fondamentale dialogare con voi", scandisce il ministro ai liceali presenti. Ma il dolore per le troppe vite spezzate accomuna purtroppo ogni classe di età: "Nel 2023 sono stati rilevati da polstrada e carabinieri 70.950 incidenti, di cui 1.204 con esito mortale, 28.631 con lesioni. I deceduti nel 2023 sono stati 1.326 e 41.854 i feriti", riporta il titolare del Viminale. Sono numeri impressionanti che impongono più azione ed educazione. Perché le cause degli incidenti sono note: "Distrazione, alta velocità, guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti, utilizzo smodato degli smartphone e mancato rispetto del codice della strada".

La risoluzione numero 74 dell’assemblea generale delle Nazioni unite fissa l’obiettivo di "prevenire almeno il 50 per cento dei decessi e dei feriti stradali entro il 2030". Ricorda Piantedosi: "In un mondo che vede moltiplicarsi gli spostamenti, una mobilità efficiente e sicura è diventata un’esigenza primaria imprescindibile. Per garantire l’integrità della vita è indispensabile una attenta e condivisa azione sinergica tra istituzioni, società civile e industria".

"Toccanti e pedagogicamente incisive", secondo il vice presidente della Camera, Fabio Rampelli, le testimonianze di cinque genitori colpiti da lutti stradali: Luca Valdiserri, papà di Francesco; Graziella Viviano, madre di Elena Aubry; Stefano e Paola Lamma, genitori di Leonardo; Edward Von Freymann, padre di Gaia; Enza Tripaldi, madre di Margherita Diazenna.

Per Luca Valdiserri, "il governo ha avuto la forza di mettere le mani a un codice della strada antiquato". Per esempio, "l’alcol lock avrebbe potuto salvare la vita di Francesco" investito mortalmente a Roma 18 mesi fa. L’omicida stradale era infatti "in stato di ebbrezza, non negativa alla cannabis e viaggiava a oltre 70 km/h". Manca però "un impegno più deciso nel punire l’eccesso di velocità". In ogni caso, "se avete bevuto o preso sostanze, non mettetevi alla guida", consiglia Valdiserri ai ragazzi.