L’ambasciatrice attacca Segre. Il silenzio è d’oro

L'ex diplomatica Elena Basile ha attaccato Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, per il suo impegno a favore dei bambini ebrei. Dopo le critiche, Basile si è scusata, ma la famiglia Segre ha annunciato querela. Il silenzio è d'oro.

Stella

Ma cara signora, davvero si poteva fraintendere? "Nella spirale dell’odio più crudele, delle cose più spaventose dal 7 ottobre in poi, ci sono i bambini di tutti i colori, di tutte le religioni, di tutte le appartenenze". Eppure. Elena Basile, ex funzionaria della Farnesina e opinionista accreditata da 38 anni di carriera diplomatica (per il grande pubblico: semplicemente l’ambasciatrice), ha letto i resoconti giornalistici (ma quali?) dell’ultima lectio magistralis di Liliana Segre e riversato la sua retorica in due minuti e mezzo di intemerata-video: "Ma cara signora, possibile che lei sia tormentata solo dal pensiero dei bambini ebrei? I bambini palestinesi non la toccano?". Non bastasse, rivolgendosi direttamente alla testimone di Auschwitz, s’è lanciata in uno scandaloso parallelismo storico: anche gli hitleriani erano "molto buoni con i loro bambini nazisti... Lei vuole imitarli?". È chiaro che il tema, qui, non è chi ha ragione e chi torto. Ma fino a che punto è possibile distorcere la realtà pur di far sentire la propria voce nel dibattito su Israele, Gaza e Hamas. E quale inquinamento civile siamo disposti ad accettare, noi.

Dopo aver chiesto inutilmente rettifica e scuse, la famiglia Segre ha annunciato querela: "È al di là del bene e del male". L’ex diplomatica ha prima imbastito una spericolata difesa a oltranza ("Denunce e querele alimentano il clima d’odio e di antisemitismo") e poi, sempre più isolata – mentre il Senato dava un abbraccio bipartisan a Segre e la Commissione antidiscriminazione manifestava "indignazione" – ha fatto totale marcia indietro: "Atroce malinteso", "sarei sconvolta al pensiero di averle arrecato dolore", "spero potrà dimenticare l’offesa".

Liliana Segre è tristemente abituata ai leoni social da tastiera. Ieri, chissà, magari inconsapevolmente, Basile ha innescato altre masse di fanatici contro una nonna di 93 anni che già conosce la vita sotto scorta. I pentimenti dopo gli attacchi sono meno virali. Ma il silenzio è d’oro, sempre.