Lunedì 20 Maggio 2024
MARCELLA
Cronaca

L’alternativa anticrimine è la prevenzione

Marcella

Cocchi

Inasprire le pene può avere un effetto deterrente ma la filosofia “legge e ordine“ non basta più. Il giro di vite sulla sicurezza allo studio del governo dovrebbe rispondere alla vera inadeguatezza della nostra società complessa, la prevenzione. Daspo per i minorenni delle baby gang, divieto del cellulare per i bulli, pene più severe per gli stalker che violano i divieti? Misure anche comprensibili ma: ragioniamo. I femminicidi si aggiornano da anni allo stesso, macabro, ritmo, ed è proprio questo il dramma: nonostante il codice rosso e quanto di meritevole sia stato disposto, non si vedono progressi nella prevenzione della violenza di genere, che si può combattere solo con la rieducazione, come si sgola da anni Telefono Rosa. Stessa riflessione si può fare per "evitare che tornino a delinquere i ragazzi ospiti degli istituti penali", tema a cui sembra sensibile il ministro Nordio più che il titolare del Viminale Piantedosi.

"È cambiata – spiega la presidente del Tribunale dei minori di Milano, Maria Carla Gatto, intervistata sui nostri giornali da Anna Giorgi – la modalità dei reati commessi dai minori. È lo sfogo di una rabbia che si manifesta con risse e aggressioni". Una bomba che non si spegne con la repressione senza la rieducazione. Il caso degli evasi dal Beccaria ha acceso il faro sulle carceri, un disastro italiano perché le nostre sono le più affollate d’Europa. Per forza, si dirà, è aumentato il crimine. No. I dati dimostrano che diminuiscono gli ingressi in cella pur in presenza di un aumento dei detenuti, segno che il sovraffollamento è dovuto non all’aumento del crimine, bensì alla durata maggiore delle pene inflitte. Scrive l’associazione Antigone: "Investire sull’educazione e sul welfare nei tempi brevi non produce consenso, ma nei tempi lunghi crea sicurezza". È così. Chi lavora presso i Tribunali dei minori chiede "più formazione, più assistenza, più comunità", non la tolleranza zero. “Legge e ordine“ sì, ma per prevenire.