Mercoledì 22 Maggio 2024

La vittima dei pestaggi: "Usavano sacchi di sabbia per non lasciare lividi"

Le percosse avvenivano in stanze senza telecamere .

La vittima dei pestaggi: "Usavano sacchi di sabbia per non lasciare lividi"

La vittima dei pestaggi: "Usavano sacchi di sabbia per non lasciare lividi"

"Sono arrivati sette assistenti, mi hanno messo le manette e mi hanno cominciato a colpire. Il primo colpo è stato uno schiaffo, il secondo colpo è stato un pugno, il terzo è stato nelle parti intime e da lì ho visto tutto nero". È il drammatico racconto, messo di recente a verbale davanti ai pm, di un ragazzo malmenato dagli agenti il 18 novembre 2022. Un giovane - detenuto per un cumulo di pene per rapine, lesioni, maltrattamenti in famiglia e detenzioni di armi - punito dagli agenti per un incendio divampato nella sua cella, appiccato in realtà da un compagno. Lo hanno trascinato, secondo il suo racconto, nell’ufficio del capoposto, privo di telecamere e immobilizzato con le manette dietro la schiena. Poi sarebbe scattata la brutale aggressione. "Mi ha sputato addosso – ha riferito – dopo mi hanno sollevato così, proprio come niente, con le manette da dietro".

Dopo il pestaggio è stato messo in isolamento per dieci giorni in un’altra cella nella quale, per i primi tre giorni, non era stato lasciato neppure un materasso e un cuscino per dormire. "Io non mi lamentavo - ha spiegato - perché se mi fossi lamentato avrei preso ancora schiaffi e pugni. Quindi ho detto: meglio che non faccio niente". Essere picchiati "lì dentro è normale", emerge dalle testimonianze ritenute "attendibili" dal gip, e i ragazzi a volte si vestivano "a strati" perché "così avremmo sentito meno le botte" ricevute come punizione per insulti, atteggiamenti aggressivi o azioni di protesta.

"Ad un certo punto – è il racconto messo a verbale da un altro detenuto – un agente ha aperto la finestrella, mi ha chiamato e quando mi sono avvicinato mi ha spruzzato lo spray al peperoncino negli occhi. Io ho messo le mani sopra la faccia e sono entrati altri agenti e hanno cominciato a picchiarmi con calci e pugni su tutto il corpo. Ero ammanettato (...) e mi hanno portato in una cella dove non c’era nessuno al primo piano (...) mi hanno tolto anche le mutande e non c’era nemmeno una coperta". Lì lo avrebbero colpito anche con "cinghiate sulle parti genitali fino a provocarne il sanguinamento".

Il 7 novembre dell’anno scorso, inoltre, uno degli agenti indagati avrebbe cercato di ottenere un rapporto sessuale da uno dei detenuti che, per aver reagito agli abusi, il giorno successivo è stato sottoposto a un brutale pestaggio punitivo. L’agente, infatti, nella sua relazione di servizio aveva dichiarato di essere stato "insultato e percosso" nella cella.

Un altro detenuto, pestato "per cinque minuti" lo scorso 25 febbraio, ha deciso di sporgere denuncia, provocandosi lividi sui punti del corpo dove aveva subito lesioni inferte in modo da non lasciare segni evidenti. A riguardo spesso i pestaggi avvenivano con bastoni con colpi ‘attutiti’ da sacchi di sabbia per non lasciare segni evidenti.

Andrea Gianni