Mercoledì 19 Giugno 2024

La strage dei ragazzi "Guidavi tu, devi morire" Bruciata l’auto del fratello

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ALESSANDRIA

Prima le minacce di morte, urlate alla finestra dopo aver suonato al campanello, il pomeriggio di Natale. Poi sempre lo stesso giorno, la macchina del fratello del 22enne marocchino Maruan Naimi prende fuoco. Troppe coincidenze per pensare che non sia doloso, frutto di una vendetta nei confronti di Maruan Naimi. Lo stesso ragazzo che si trovava alla guida lo scorso 11 dicembre, giorno dell’incidente che ha provocato quattro giovani vittime, nella frazione di Cantalupo ad Alessandria. Nella notte tra sabato 10 dicembre e domenica 11, sette ragazzi a bordo di una Peugeot (omologata) stavano rientrando dai festeggiamenti in città, dopo la vittoria del Marocco e la conquista della semifinale ai Mondiali di calcio. Forse presi dall’euforia, hanno iniziato a zig-zagare per il quartiere Cristo, un gesto che ha attirato l’attenzione di una pattuglia dei carabinieri in zona. La macchina però non si è fermata all’alt delle forze dell’ordine, ma ha tirato dritto a tutta velocità, per cercare di far perdere le proprie tracce. È a quel punto che Naimi deve aver perso il controllo del mezzo: l’auto ha sfondato un passaggio a livello ed è volata nel cortile di un’abitazione. Tre ragazzi, due di 23 anni e una di 15, sono morti sul colpo; un’altro ragazzo di 21 anni, ricoverato per diverse settimane, è morto il 21 dicembre scorso. Già nei giorni immediatamente successivi l’incidente i genitori di Naimi raccontarono ai media di aver ricevuto minacce, sia loro che il figlio, e le tensioni non si sono appianate - anzi devono essere tornate a infiammarsi dopo la morte del quarto ragazzo. Ora Naimi si trova agli arresti domiciliari, con l’accusa di omicidio stradale aggravato.

g. ben.