Venerdì 21 Giugno 2024

"La Serbia vuole invaderci". Sale la tensione in Kosovo

La presidente Osmani denuncia: "Mire egemoniche di Belgrado". Timori Ue

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PRISTINA (Kosovo)

La presidente del Kosovo, Vjosa Osmani, è tornata a denunciare quelle che definisce le "mire egemoniche" della Serbia nella regione, attaccando al tempo stesso l’intenzione di Belgrado di inviare in Kosovo un proprio contingente di forze di sicurezza. Citata dai media a Pristina, Osmani ha detto che l’aperta minaccia di aggressione poliziesca e militare da parte della Serbia "dimostra che la mentalità egemonica è sempre viva in quel Paese". "Il sogno egemonico della Serbia non si avvererà mai", ha affermato la presidente, sottolineando che "non ci saranno mai poliziotti e militari serbi sul territorio del Kosovo".

Ieri mattina la premier serba Ana Brnabic, condannando l’afflusso nelle ultime ore a Kosovska Mitrovica e in altre zone del Nord del Kosovo di alcune centinaia di poliziotti kosovari, appoggiati da veicoli blindati, ha evocato una possibile risposta di Belgrado con l’invio in Kosovo di un contingente di forze di sicurezza serbe, un diritto questo – ha osservato – che Belgrado si riserva sulla base della risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza dell’Onu del 1999. La presidente Osmani ha al tempo stesso condannato duramente il ferimento ieri sera di un agente della polizia kosovara ad opera di dimostranti serbi. Lo ha definito "un atto criminale diretto contro l’ordine costituzionale e la sovranità del Kosovo". E ha stigmatizzato inoltre i frequenti attacchi ai giornalisti, flagrante violazione del diritto alla libera informazione. "Gli autori di questi crimini devono essere assicurati alla giustizia con urgenza, e gli organi giudiziari devono agire rapidamente", ha affermato la presidente del Kosovo.

"L’Unione europea e i suoi Stati membri stanno seguendo molto da vicino la situazione sul campo in Kosovo e l’Ue è preoccupata per la situazione della sicurezza nel Nord in particolare. Abbiamo condannato tutti gli incidenti e gli attacchi violenti che si stanno verificando. L’Ue e i suoi Stati membri chiedono responsabilità e una de-escalation perché questo è ciò che è necessario in primo luogo a beneficio della popolazione locale". Sono parole di Peter Stano, portavoce dell’alto rappresentante dell’Ue per la politica estera nel corso del briefing quotidiano con la stampa. "L’attenzione in questo momento dovrebbe essere sulla normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia perché questo è essenziale per il percorso europeo di entrambi i Paesi", ha concluso.