La resistenza di Orban. L’Ungheria blocca la revisione del bilancio. E saltano gli aiuti a Kiev

Il veto di Budapest costringe a un vertice straordinario all’inizio del 2024. Plauso del Cremlino: "Ha difeso con fermezza il proprio interesse nazionale".

La resistenza di Orban. L’Ungheria blocca la revisione del bilancio. E saltano gli aiuti a Kiev

La resistenza di Orban. L’Ungheria blocca la revisione del bilancio. E saltano gli aiuti a Kiev

Finisce con l’annuncio di un Consiglio europeo straordinario a gennaio per affrontare la revisione del Quadro Finanziario Pluriennale la riunione dei capi di Stato e di governo a Bruxelles, mentre il presidente Charles Michel fa sapere che tra i leader ci sono "sentimenti diversi" su pause umanitarie e cessate-il-fuoco a Gaza. Un modo diplomatico per far capire che non si trova una posizione unitaria sulla guerra tra Israele e Hamas. Per il resto la giornata è stata segnata dalla vendetta di Viktor Orban. Dopo aver inusualmente lasciato la sala l’altroieri al momento del voto sull’entrata dell’Ucraina nell’Unione europea, consentendo così agli altri leader di dare l’ok, il premier ungherese si è preso una rivincita bloccando la revisione del bilancio e i soldi a Kiev.

I SOLDI A KIEV

(E ALL’UNGHERIA)

E se l’astensione sull’Ucraina era costata ai leader europei lo sblocco di 10 dei 31 miliardi di fondi congelati nel 2022 per le violazioni di diritto di Budapest, il prezzo per piegare il premier ungherese a gennaio rischia di essere molto più alto. "Se qualcuno vuole modificare il bilancio, allora è una grande opportunità per l’Ungheria: deve ottenere ciò a cui ha diritto. Non la metà, o un quarto", ha detto Orban in un’intervista alla radio di Stato. Il premier ha legato lo sblocco dei fondi anche all’ok agli aiuti all’Ucraina (50 miliardi, di cui 17 di sussidi a fondo perduto e 33 di prestiti a lungo termine). Ma ha anche detto che il processo di adesione "potrebbe essere fermato in seguito. Il Parlamento ungherese può votare contro e finché la questione non arriva ai parlamenti il processo è molto, molto lungo".

FRANCIA, RUSSIA

E GERMANIA

Intanto Orbán ha portato a casa anche un pre-finanziamento da 900 milioni per il Pnrr ungherese. E si è preso i complimenti del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "L’Ungheria è un Paese sufficientemente indipendente per difendere i suoi interessi". La Russia ha anche ironizzato sulla fuga dalla sala al momento del voto per l’Ucraina: "In Ue qualcuno esce a prendere un caffè per far passare certe decisioni in sua assenza. Se questo corrisponde alla realtà, allora è una procedura unica". Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è invece detto convinto che "il Natale porterà una riflessione sulle cose veramente importanti". E ha ammesso di aver suggerito lui al premier ungherese di uscire al momento della decisione. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che si aspetta che Orban nei prossimi messi "si comporti da vero europeo, senza prendere in ostaggio i progressi politici".

L’ACCORDO A 26

Sul bilancio Ue 2021-2027 i 26 (esclusa l’Ungheria) hanno raggiunto un accordo che prevede un aumento complessivo di risorse per 66 miliardi. Tra le poste da incrementare (per 9,6 miliardi) c’è anche il capitolo migrazioni, caro all’Italia. Ma da finanziare ci sono pure le piattaforme strategiche interne (1,5 miliardi) e Next Generation Eu, oltre a pagamenti di interessi, a 2 miliardi per lo strumento di flessibilità e infine 1,5 miliardi per la riserva di solidarietà e aiuto. La Commissione ha anche chiesto di aumentare il budget per InvestEu (3 miliardi), Horizon Europe (0,5), Fondo per l’innovazione (5 miliardi) e Fondo europeo per la difesa (1,5).