La mamma incinta uccisa. Il compagno in lacrime: "Volevo il secondo figlio con la mia Vanessa"

Il giovane e la paternità del feto che la 26enne portava in grembo "Troppe illazioni cattive nei suoi confronti: era il nostro bambino".

La mamma incinta uccisa. Il compagno in lacrime: "Volevo il secondo figlio con la mia Vanessa"
La mamma incinta uccisa. Il compagno in lacrime: "Volevo il secondo figlio con la mia Vanessa"

RIESE PIO X (Treviso)

"Volevamo questo secondo figlio con tutto il nostro amore, lo abbiamo cercato ed era arrivato. Qualsiasi illazione su chi fosse il padre è infondata e cattiva nei confronti di lei che non c’è più. Io amavo Vanessa al di là di tutto". Nicola Scapinello è chiuso nel dolore nella casa dei genitori dove ora vive nella frazione di Spineda assieme al primo figlio di quattro anni e mezzo, non distante da via Fornasette dove la moglie Vanessa Ballan, 26 anni, è stata uccisa la mattina del 19 dicembre dal kosovaro Bujar Fandaj, 41 anni e un passato di amante della ragazza dalla quale era stato denunciato per stalking – la perseguitava al lavoro e con messaggi –, revenge porn – la ricattava minacciando di diffondere video dei loro rapporti – e infine violenza sessuale per averla costretta a momenti di intimità contro la sua volontà.

Nicola sapeva tutto e il 26 ottobre aveva accompagnato la compagna a denunciare ai carabinieri l’uomo che ora è in cella a Treviso per l’omicidio volontario aggravato della ventiseienne. Nel 2021 Vanessa aveva presentato una denuncia contro un altro stalker, un marocchino di 49 anni. Anche lui l’aveva conosciuta al supermercato. L’uomo con insistenza le chiedeva di uscire e la importunava anche al cellulare il cui numero aveva ottenuto sembra da una collega della ragazza. Il processo contro di lui – con il quale non ci sono stati rapporti sessuali – non è mai arrivato a conclusione perché durante l’udienza preliminare Vanessa aveva scelto di sua volontà di ritirare la denuncia. "Guardavamo al futuro" continua a ripetere Nicola, pavimentista nell’azienda di famiglia, "volevamo allargare la famiglia".

I risultati dell’autopsia sul feto – attesi nei prossimi giorni – chiariranno una volta per tutte chi sia il padre, ma gli amici del compagno non hanno dubbi e sui social lo difendono a spada tratta ricordando quanto amore abbia dedicato ogni giorno a Vanessa con la quale si era messo ancora adolescente. Il primo figlio era fortunatamente sul pulmino che lo riportava a casa dall’asilo quando la mamma è stata uccisa: prima che scendesse in via Fornasette l’autista era stati avvertito di portarlo a casa dei nonni. Giovedì sera una fiaccolata molto partecipata – hanno aderito in centinaia – si è conclusa davanti alla casa del delitto. Ieri invece una veglia si è tenuta nel duomo di Castelfranco Veneto il paese dove sia la donna sia il compagno erano nati.