Lunedì 17 Giugno 2024
FRANCESCO MORONI
Cronaca

La lunga notte . Operai sepolti sotto terra. Ricerca disperata tra acqua e macerie

Il capo dei vigili del fuoco: "Mancano all’appello quattro persone. Speriamo siano al riparo". Sommozzatori al lavoro nel piano allagato . .

La lunga notte . Operai sepolti sotto terra. Ricerca disperata tra acqua e macerie

La lunga notte . Operai sepolti sotto terra. Ricerca disperata tra acqua e macerie

dall’inviato

CAMUGNANO (Bologna)

Una notte infinita. Una notte disperata tra l’acqua, il buio, la paura, ma anche la forza e la determinazione dei soccorritori che non hanno riposato un attimo. La tragedia alla centrale idroelettrica di Bargi, nella provincia di Bologna, ha portato con sé ore e ore di ricerca spasmodica e interventi complicatissimi per tentare di ritrovare i quattro dispersi: i soccorsi sono andati avanti fino a tarda notte. Il direttore regionale dell’Emilia-Romagna dei vigili del fuoco, Francesco Notaro, l’ha detto appena arrivato: "Speriamo che siano ancora vivi, nonostante l’esplosione abbia causato un vasto allagamento. Speriamo abbiano trovato ricovero in qualche altra parte della piastra che è comunque molto ampia. Ci vorranno ore di lavoro, se non si complica ulteriormente l’operazione a causa del crollo del solaio".

Sono state allestite tre torri-faro e altri cinque sistemi di illuminazione per consentire il più possibile di scendere in profondità e farsi strada nell’ombra, evitando tutti i rischi e i pericoli di una situazione al limite. E i soccorritori non si sono fermati neanche un secondo a partire dal primo pomeriggio. Il fiato di tutti è rimasto sospeso intorno al lago di Suviana, tra gli Appennini bolognesi. Dalle forze dell’ordine alle istituzioni, dalla stampa ai residenti della zona. Circa un centinaio gli uomini coinvolti in totale per i soccorsi e le operazioni di assistenza: dodici squadre dei vigili del fuoco per 60 uomini, la Protezione civile, polizia, carabinieri, polizia locale e altri corpi ancora. E quattro sommozzatori, in particolare, impegnati nelle operazioni sott’acqua alla ricerca dei dispersi. Tutto intorno, la struttura organizzativa che ha pensato a fornire qualsiasi tipo di supporto, come un pasto ai pompieri e agli operatori per rifocillarsi tra una fatica e l’altra. Quando la macchina dei soccorsi si è messa in moto, la prima cosa è stata capire quante persone erano coinvolte e dove si trovavano, anche attraverso un confronto con i dipendenti Enel. Poi si è provveduto a spegnere l’incendio.

L’esplosione al piano -8 ha infatti provocato il crollo del solaio al livello sottostante, i tubi di raffreddamento sono stati divelti e l’acqua ha cominciato a entrare. Una volta domate le fiamme, il personale munito di autoprotettori e faretti ha cominciato a scendere in profondità attraverso le scale, che hanno resistito al colpo, fino al piano crollato. Qui sono state trovate le prime vittime e da qui è ripartita la sfrenata, disperata ricerca caratterizzata soprattutto dalla difficoltà di riuscire a individuare i presenti o i corpi.

Una vittima è stata tirata su dalle profondità con il verricello. Difficili in particolare i tentativi di recuperare un disperso rimasto incastrato tra le lamiere. "Abbiamo messo a disposizione immediatamente tutte le nostre strutture, a partire dalla Protezione civile – ha sottolineato il governatore Stefano Bonaccini –. A tutti i soccorritori, alle forze dell’ordine, ai sanitari impegnati in queste ore drammatiche va il nostro ringraziamento".