Mercoledì 22 Maggio 2024

L’intelligenza artificiale scopre 5 composti potenti contro il Parkinson. La ricerca dell’italiano Michele Vendruscolo

Tra g dell’università di Cambridge, tra gli autori della scoperta. “Processo lento, ma utile per la creazione di nuovi farmaci”

Il morbo di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più comune dopo l'Alzheimer

Il morbo di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più comune dopo l'Alzheimer

Roma, 17 aprile 2024 – L’intelligenza artificiale ha individuato cinque nuovi composti per la creazione di farmaci per la cura del morbo di Parkinson. Dietro la scoperta c’è il chimico italiano Michele Vendruscolo, dell’università di Cambridge. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Chemical Biology. I ricercatori, tramite l’utilizzo dell’IA, hanno identificato composti che bloccano l’aggregazione della proteina alpha-sinucleina, il cui accumulo improprio in alcune aree neurali caratterizza il Parkinson.

Il team ha utilizzato la tecnologia per lo screening rapido di una libreria chimica, contenente milioni di voci, e ha identificato cinque composti altamente potenti che saranno adesso oggetto di ulteriori indagini

“Un percorso per cercare potenziali trattamenti per il Parkinson richiede l'identificazione di piccole molecole in grado di inibire l'aggregazione della alpha-sinucleina, una proteina strettamente associata alla malattia”, spiega Vendruscolo.

“Questo è un processo estremamente lento, può richiedere mesi o addirittura anni”. Secondo il chimico italiano il ruolo dell’IA sta diventando sempre più importante nell’ambito della ricerca farmacologica: “Sta velocizzando l'intero processo di identificazione dei composti più utili”. 

Chi è Michele Vendruscolo

Originario di Udine, 58 anni a maggio, Vendruscolo è diventato ricercatore indipendente presso l'Università di Cambridge nel 2001, grazie a una borsa di ricerca conferitagli dalla Royal Society. Attualmente ricopre il ruolo di professore di biofisica nell’ateneo inglese, dove è anche direttore della sezione di chimica della salute e co-direttore del Center for Misfolding Diseases.