Insegnante accoltellata, stretta del governo. Il ministro Valditara: "Condanne più severe e genitori perseguiti"

Le nuove norme prevedono un risarcimento dai violenti per danno d’immagine. "Il voto in condotta tornerà più influente: ripristiniamo la cultura del rispetto"

Roma, 6 febbraio 2024 – “Ai presidi dirò che lo Stato è vicino e vuole testimoniare il suo supporto a tutti i dirigenti scolastici e ai docenti della scuola italiana. Siamo fermamente intenzionati a ripristinare la cultura del rispetto delle regole e delle persone, così come dell’autorità. Vogliamo ridare autorevolezza a chi lavora nella scuola e approvare misure che colpiscano chi aggredisce il personale scolastico". Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara oggi interverrà in videoconferenza all’incontro nella sede dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia, dove i presidi pugliesi si riuniranno per discutere delle recenti aggressioni avvenute ai danni di dirigenti e personale scolastico.

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara
Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara

Può anticiparci quali saranno le misure che il governo vuole implementare per combattere il fenomeno?

"Innanzitutto il risarcimento per danno morale che lo Stato vuole chiedere agli aggressori di dirigenti e docenti. È evidente che lo Stato subisce un danno d’immagine dalle aggressioni. Poi c’è la proposta di legge della Lega che innalza le pene per i genitori che aggrediscono gli insegnanti. Infine, auspico che venga approvata rapidamente la riforma del voto di condotta e delle sospensioni, con l’introduzione obbligatoria delle attività di cittadinanza solidale. Questa è una strada obbligata, doverosa e sacrosanta. Vogliamo anche organizzare presidi psicologici di supporto per i ragazzi con problemi con il supporto delle famiglie".

Il preside di Taranto, Marco Cesario, ha detto che i genitori non educano più ma prendono le difese dei figli.

"È vero, e dobbiamo avviare una rivoluzione culturale su questo. Innanzitutto con le sanzioni, perché dobbiamo ribadire che quando un ragazzo manca di rispetto o prende a pugni un docente, lo Stato agirà in giudizio nei confronti dei genitori perché non hanno saputo educare adeguatamente il ragazzo. L’articolo 2048 del Codice Civile (che dice che i genitori e i tutori sono responsabili dei danni cagionati da fatti illeciti dei figli minori, ndr ) si può applicare pienamente: e quindi se un minorenne colpisce un insegnante, lo Stato subisce un danno e chiederà di ristorarlo ai genitori".

Ma qual è la strada da seguire?

"Dobbiamo responsabilizzare le famiglie: bisogna che inizino anche a dire dei ’no’. Che un genitore non sappia dire dei ’no’ ai figli non è una via educativa e responsabilizzante. Poi non possiamo cambiare la testa delle persone: noi dobbiamo lanciare dei segnali forti dal punto di vista culturale e delle responsabilità".

Lei ha parlato di ridare valore al voto in condotta. In che modo?

"Innanzitutto il voto in condotta è fondamentale: se qualsiasi comportamento diventa tollerato non stiamo responsabilizzando i nostri giovani. Il voto in condotta deve tornare a fare media già dalla scuola secondaria di primo grado. E deve influire anche sull’esito della maturità. Se il ragazzo prende un 5 dovrà ripetere l’anno. Con un 6 viene rimandato a settembre, quando sarà interrogato sui valori di cittadinanza e sulla Costituzione. Ovvero su ciò che lo ha indotto a tenere comportamenti non coerenti con i suoi doveri di studenti".

E sulle occupazioni? In alcuni istituti si sono sviluppati contrasti tra studenti, genitori, personale docente e dirigenti scolastici. Lei da che parte sta?

"Sicuramente dalla parte dei presidi. Le occupazioni sono illegittime e violano il diritto allo studio, spesso della maggioranza degli studenti che subisce la minoranza. Poi in molti casi danno vita a dei danni e i dirigenti scolastici fanno benissimo a chiedere il risarcimento. Vogliamo una scuola matura in cui tutti siano responsabili delle azioni che vengono commesse".